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«Dagli arbitri pretendo più rispetto»

«Dagli arbitri pretendo più rispetto»

Mister Baldoni (Santa Fiora) contesta il direttore di gara: ci ha definito ridicoli

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SANTA FIORA. Le polemiche, oppure se preferite, le diversità di vedute, tra gli arbitri ed il resto del mondo del calcio sono fisiologiche, quasi naturali. Non essendo una scienza esatta non esiste mai un saldo a zero nel calcio.

Tutto fa parte del gioco, il calcio piace anche perché è strutturato così, a tutte le latitudini ed in tutte le categorie. La protesta civile del Santa Fiora, manifestata dall'allenatore Emilio Baldoni, è però per certi versi singolare e merita almeno una certa attenzione. Dopo la sconfitta casalinga per 3-1 contro la Maglianese, l'allenatore del Santa Fiora Emilio Baldoni spiega: «Non voglio entrare nel merito delle decisioni assunte dall'arbitro, il signor Luca Salvadori della sezione di Arezzo. Ritengo che alcune interpretazioni siano state singolari ma non voglio discutere questo perché ho sempre ritenuto che il ruolo dell'arbitro è delicato e difficile, sicuramente è il più complicato tra tutti coloro che sono sul rettangolo di gioco. Come sbagliano i giocatori e l'allenatore a maggiore ragione può errare l'arbitro. Quello che però non accetto - continua Emilio Baldoni - è la mancanza di rispetto che il direttore di gara ha manifestato nei nostri confronti, ci ha irriso fin dai primi minuti della partita».

Mister Baldoni entra nello specifico del comportamento, a suo dire, avuto dall'arbitro. Un comportamento che ha non poco infastidito lo staff del Santa Fiora: «Si è rivolto a noi definendoci ridicoli in più di una occasione. Il dialogo, o per meglio dire il monologo, si è manifestato con la seguente espressione: io faccio come mi pare, frase condita anche da qualche apprezzamento poco oxfordiano. Infine la chicca è stata una risata di scherno che aveva tutto il sapore della sfida volta a dimostrare chi comandava». Quindi Emilio Baldoni tira le sue conclusioni: «Sia chiaro, la mia non è voglia di polemizzare né tantomeno di fare di tutta l'erba un fascio. Anzi, tengo a sottolineare che nella quasi totalità dei casi l'arbitro è un ragazzo serio che svolge il suo compito con scrupolo, serietà e competenza. Però quando si verificano casi singolari come quello appena descritto ritengo sia giusto farlo presente in modo da permettere agli organi competenti di venirne a conoscenza a farne una valutazione opportuna».

Paolo Mastracca

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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