Il dolore
Un bel Grifone si arrende al Toro
Troppo pesante la punizione per i maremmani, accuse all’arbitraggio e offese ai granata
GROSSETO
Finisce con un “ladri-ladri”, all’indirizzo dei giocatori granata, il big-match tra Grosseto e Torino. Gli sportivi hanno manifestato così il loro disappunto per la sconfitta casalinga (la quinta della stagione) rimediata dai ragazzi di Ugolotti contro la capolista. Un ko pesante solo all’apparenza: le ultime due reti degli uomini di Ventura sono arrivate in pieno recupero, al termine di un incontro giocato alla pari dal Grifone, che ha chiuso i 96’ di gioco con una netta supremazia territoriale, disputando la più bella partita degli ultimi tempi. Per i biancorossi, condannati ormai ad un campionato anonimo, è un ko che brucia, soprattutto per il modo in cui è maturato il gol del vantaggio ospite, al 12’, che ha cambiato il volto alla gara.
Il secondo assistente dell’incerto Ostinelli ha considerato regolare la posizione di Antenucci, che ha fatto qualche passo e ha lasciato partire un tiro, sporcato da Narciso in uscita e deviato di testa sulla linea da Petras. Piazzato a due passi, il nigeriano non ha avuto difficoltà a correggere in rete. Un episodio che ha scaldato lo Zecchini, diventato un catino infernale, ma ha rallentato l’azione dei maremmani. Le immagini tv non aiutano, ma l’impressione è che il milanese Tegoni l’abbia combinata grossa.
Il Grosseto ha fatto registrare una ottima partenza, con Mancino vicino al gol dopo 144 secondi su un bel cross dalla destra. Al 5’ è Darmian a fermare provvidenzialmente un’intuizione di Sforzini, che lancia Alfageme. Il Toro è in difficoltà, anche se Antenucci, al 6’ perde l’attimo per colpire. Dopo una punizione di Jadid che fa la barba al palo, arriva il contestatissimo 1-0 granata, che avvelena l’intero incontro. Il Torino prende coraggio e si fa vivo con un tiro di Vives al 20’ ed un tiro di Iori dopo una punizione dello stesso Vives; il Grosseto perde lo smalto iniziale e dopo un colpo di testa (alto) di Padella si fa rivedere nel finale di tempo con Crimi. Nella ripresa Ugolotti getta subito nella mischia Tano Caridi, che dopo appena 52” serve ad Alfageme un pallone invitante, ma il tiro risulta troppo debole. Al 10’ Benussi devia un missile del propositivo Martin Petras. E’ l’intervento più difficile compiuto dai due portieri in tutta la gara. I locali continuano a provarci: nel giro di un minuto, al 27’, ci sono il rasoterra di Jadid, parato agevolmente a terra, e il tiro alto di Lupoli, che ha preso il posto dopo dieci minuti dell’esordiente Simone Esposito . Al 37’ un fuorigioco ad Alfageme lanciato da Lupoli fa scattare il rosso al medico sociale Laiolo. Nel recupero il Torino, tenuto a distanza dall’attenta retroguardia maremmana, con due contropiede, mette la parola fine alla gara: al 47’ sul cross di Surraco Rolando Bianchi sale in Paradiso per battere di testa Narciso, prima di correre a prendere l’abbraccio della Curva dopo quattro e mezzo di astinenza.
Al 50’, dopo aver annientato l’ultimo assalto maremmano, i granata di Ventura calano il tris: Vives lancia Antenucci, in sospetta posizione di fuorigioco (stavolta a sbagliare è il bolognese Masotti), che, stando alle imnmagini televisive, sembra nettamente oltre i difensori biancorossi. L’attaccante s’invola verso l’area, salta Narciso con un pallonetto e deposita la palla in rete con un destro facile facile. Una manciata di secondi e Ostinelli fischia la fine dell’incontro, tra insulti e cori indignati del pubblico. Come contro la Sampdoria, il Grosseto avrebbe sicuramente meritato il pareggio, ma il verdetto del campo è stato ancora una volta impietoso verso una squadra che ha messo cuore e grinta per muovere la classifica e che ha finalmente un’identità ben precisa, che potrà rivelarsi utile nel prosieguo della stagione.
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