Gioco
Tre fratelli intorno allo stesso pallone
Lorenzo, Matteo e Nicolò Corsini giocano nella Neania Castel del Piano. E sono figli d’arte: il padre marcò Maradona
CASTEL DEL PIANO
Tre anime nel nocciolo dello stesso pallone e sotto i colori giallorossi della stessa società calcistica. Un padre che marcò Maradona e Baggio e Beccalossi, uno zio segretario della società. Nella Neania di Castel del Piano, la blasonata squadra di calcio nata nel lontano 1912, giocano i tre fratelli Corsini, Lorenzo classe '85, Matteo '87 e Nicolò,'94, con un pedigree di eccellenza. Praticamente sono un quarto della squadra, quest'anno in Seconda categoria (ma che ha conosciuto stagioni entusiasmanti, come l'Eccellenza) ed a metà classifica, nella quale i tre fratelli hanno ruoli di difensore centrale Lorenzo, centrocampista il capitano Matteo e difensore esterno Nicolò.
E che sono figli d'arte, perché il loro padre, Corrado, notissimo imprenditore della Corsini biscotti spa, è stato un rinomato giocatore della Neania dove fu titolare come terzino esterno quando il Castel del Piano giocava in Prima categoria, dal 1976 al 1988. Un album di famiglia, conservato come un sacrario, racconta la storia di Corrado a marcare Diego Armando Maradona nel lontano 1984, nella storica partita della Neania contro il Napoli: «Avevo 24 anni - rammenta Corrado - e per il giocatore all'epoca più famoso del mondo, era il debutto italiano. Non ci dormii per giorni, in attesa della partita. E pensare che avevo già marcato, due anni prima, Beccalossi ed era stato un bel colpo di adrenalina. Anni straordinari, quelli, per me e per il Castel del Piano - ricorda Corsini - quando le grandi squadre di serie A venivano in ritiro a qui e noi giocavamo sul campo proprio con quei calciatori che collezionavamo negli album di figurine Panini e che all'improvviso, d'estate, si materializzavano a Campogrande. Come quando marcavo Roberto Baggio. E per me che sono viola fin nel midollo, questo è un ricordo indelebile. Altri tempi«.
Corrado oltre che essere il padre calciatore dei suoi tre figli maschi («ho giocato tanto a pallone con loro e mi ci sono divertito») è anche vice della società castelpianese: «Hanno un loro diverso talento per il pallone, i miei figli - commenta Corrado - Fatto che devi dimostrare in campo. Quel rettangolo è uno specchio e non si bara. Non ci sono raccomandazioni. Giochi se sei capace, altrimenti stai a casa».
Un società, la Neania, che oltre a schierare il vicepresidente Corrado e i tre fratelli di casa Corsini, ha avuto anche come segretario storico lo zio Francesco, da pochi giorni scomparso e anche lui giocatore. Una famiglia col pallino del calcio, «di quello che ti dà il piacere della maglia, che è appartenenza alla comunità, che ti fa sentire di essere un gruppo», commenta Corrado.
Lorenzo, Matteo e Nicolò hanno scelto spontaneamente di mettersi alla prova del pallone. Lorenzo, fin da piccolo nella Giovanile Amiata fu acquistato dal Grosseto e si sobbarcò tre anni di viaggi col pulmann per fare gli allenamenti, poi è tornato nella Neania, con l'onore di vincere un campionato. Anche Matteo, già a 14 anni, fu acquistato dalla società Margine Coperta, campione toscano, finalista nelle nazionali. Poi nel Pisa, nel Grosseto e arrivato a 18 anni ha scelto la Neania. Nicolò è diventato quest'anno titolare della squadra e sta facendo bene. La domenica giocano con gli stessi meccanismi che usano in famiglia: «Litigano per delle sciocchezze, ma nelle difficoltà sono una testa e un cuore solo - racconta Corrado - se c'è qualche fallaccio, fanno squadra e mettono a segno delle belle difese reciproche». La domenica è un rito: la mamma non perde una partita, neppure in trasferta. «Io faccio l'acrobata fra il ruolo del dirigente e quello del babbo tifoso. Il pubblico delle piccole squadre, adesso, lo fanno i familiari, i genitori e le fidanzate, i nonni e le nonne. Purtroppo lo stadio non si riempie più. Partite a conduzione familiare».
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