Gioco
La firma di Ugolotti su una vittoria che regala serenità
La premiata ditta Lupoli-Alfageme confeziona il primo gol contro un Ascoli punito in velocità e messo in crisi dai cambi
GROSSETO
Quella corsa verso la telecamera, tipicamente argentina. Un mix tra le dediche del mito Maradona e le smitragliate di Batistuta. Gli spari d'amore verso l'obiettivo, firmate da Luis Maria Alfageme dopo la doppietta segnata all'Ascoli, sono quanto di più bello la memoria biancorossa possa ricordare, il giorno dopo la trasferta al Del Duca.
Premiata ditta
Anche perché il sabato marchigiano regala il palcoscenico proprio a quelli che lo meritavano di più. E' infatti la coppia "Lupoli & Alfageme", a confezionare il primo gol, in fondo quello decisivo. L’attaccante originario di Brescia era atteso al varco da ex compagni e ex tifosi, sin dalla partita del girone di andata e non precisamente con ramoscelli d'ulivo. Il gaucho, pur essendo andato a bersaglio si era già preso l'ennesima razione di "moccoli" dai tanti detrattori che ancora trova da queste parti, per qualche errore di troppo nel primo tempo.
Valore aggiunto
Beh, possiamo dire che, per quanto riguarda Lupoli, siamo di fronte a un valore aggiunto che la squadra ritrova finalmente in questa volata finale di stagione. Il ragazzo ha stoffa, classe, attributi e capacità di sacrificio. Se crede in se stesso, può tornare quello dei tempi migliori.
Il Boksic ritrovato
Per Alfageme, è una storia che talvolta sconfina nella favola. Un giocatore del quale ogni tecnico ha sempre detto le stesse cose. Uno che, magari, ti sbaglia in ogni gara palloni incredibili. Ma anche uno che poi non ti tradisce mai. Giannini lo definì: «il mio Boksic». Di certo, Alfageme non si risparmia un secondo, mai. E non deve essere un caso se Delio Rossi, lo scorso gennaio, ci fece un pensierino. Spesso in Maremma siamo stati troppo "duri" nel giudizio di questo, o quel giocatore, poi magari esplosi altrove.
La sosta
Così, questi due ragazzi regalano al Grifone una pausa (il campionato torna il 3 marzo), di tutta tranquillità. Tre punti pesantissimi in ottica salvezza, adesso distante al massimo appena 13 punti. Un Grosseto che può navigare nell'oceano della tranquillità, senza assilli alcuni di classifica. Alla ripresa, scopriremo se questo possa essere un bene o porterà invece a un rilassamento pericoloso, anche se adesso, sulla zona retrocessione, c'è veramente un abisso che pare incolmabile per quelle dietro.
I meriti del mister
Ma i meriti di tutto questo, sono anche sicuramente di Guido Ugolotti. Siamo sinceri, con l'assenza di Sforzini, tutti si aspettavano una squadra con Curiale (tra l'altro a segno a Crotone la settimana prima) subito in campo. Invece, il tecnico biancorosso questa partita la deve proprio aver immaginata in questo modo, nella sua testa e, alla fine, ha avuto ampiamente ragione. I tanti ex attaccanti, ora in bianconero, hanno punto il Grosseto quanto potrebbe farlo il maschio di una zanzara; cioè zero. Così, Ugolotti ha lasciato prima sfogare quel poco che questo Ascoli può fare, per poi colpirlo con le uniche armi possibili; la velocità.
E' senza dubbio una vittoria tutta di Ugolotti. Bravo nel mettere in campo la squadra all'inizio e nel leggere la gara dopo con i cambi giusti, forzati o meno che siano stati. Ma anche una vittoria del gruppo, basti guardare gli abbracci tra i compagni a fine gara. Finalmente, una strada sembra tracciata, in maniera netta, con rotta sul mese di maggio, per una festa dei 100 anni che comunque, sarà bellissima.
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