Il Tirreno

Grosseto

Ottimismo nonostante la sconfitta

di Paolo Franzò
Ottimismo nonostante la sconfitta

Quello piegato dalla Samp è stato un Grifone diverso da quello inguardabile delle quattro partite precedenti

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GROSSETO

Essere moderatamente ottimisti, dopo una sconfitta interna, è possibile? Tutto sommato sì. Deve essere così, soprattutto all'interno del gruppo biancorosso. Il Grosseto che perde in casa con la Sampdoria è già diverso, sotto certi aspetti, da quello sconfitto a Verona. Ma anche, da quello veramente inguardabile, delle partite interne con Livorno, Albinoleffe e Reggina. Certo, quel punto in più in classifica che manca, per il gol ingiustamente annullato a Sforzini, dispiace. Perché il Grifone non è più nella parte sinistra della classifica. Perché, oggettivamente, era meritato. Ma alla blasonata Samp va riconosciuto il merito di aver giocato dimenticando il proprio nome, la propria storia. Sampdoria solo per le maglie, ma poi quella di Iachini ha saputo giocare con umiltà, alla pari dei biancorossi, sfruttando al massimo la differenza che può fare un campione, quando lo hai nella tua rosa. Ma al Grosseto, stavolta, si può imputare ben poco. Se non essere d'accordo con Ugolotti, quando dice che davanti alla porta in pratica si deve tirare, senza tanti fronzoli. Proprio quello che è successo, almeno un paio di volte, con Sforzini e Alfageme che hanno perso l'attimo fuggente. Ma Ugolotti adesso deve anche cercare di capire, alla svelta, come il mercato di gennaio gli ha cambiato le carte a propria disposizione. Il modulo (il 4-2-3-1) sembra quello più percorribile. Jadid è già piaciuto nella zona nevralgica del campo. La difesa a 3 non la vedremo più, per stessa ammissione di Ugolotti. Sì ai due mediani. Sì a un partner vicino a Sforzini. Insomma, dopo oltre un girone, per lo meno adesso c'è un progetto tattico chiaro da perseguire e su quello si lavorerà sino a maggio. C'è da togliere dalla testa dei giocatori la confusione inevitabilmente generata da tanti, troppi cambiamenti di metodologia di allenamento, moduli, movimenti, chiesti da questo o quell'allenatore. Conterà molto la disponibilità dei singoli. C'è ancora tempo per tutti, per essere protagonisti, a patto di sapersi mettere in discussione, in funzione del progetto comune che può e deve essere soltanto uno: la salvezza. Lo impongono i risultati, soprattutto, di una squadra che in casa ha vinto solo una delle ultime 8 gare; una miseria per poter solo pensare a chissà quali ambizioni. Lo impone un gioco che se da una parte spesso riesce a concedere poco agli avversari, poi è quasi completamente incapace di attuarne uno offensivo convincente. Lo impone il calendario che adesso si fa tremendo. Ugolotti insomma dovrà davvero essere molto bravo. Ma avrà bisogno di una risposta concreta, da parte di tutti. Come hanno già fatto vedere Formiconi, Mancino e Lupoli ad esempio. Del resto, 31 giocatori a disposizione fanno sì che il tecnico biancorosso possa lavorare con grande serenità e forse, qualche giornata di riposo, anche per quelli che hanno a lungo tirato la carretta, non potrà che far bene al gruppo. Le soluzioni offensive dopo il mercato si sono moltiplicate.

Paolo Franzò

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