Attenzione
«Stavo richiamando un giocatore»
Mister Iachini contesta l’espulsione ma loda la prestazione dei suoi
GROSSETO
Il tecnico della Sampdoria Beppe Iachini (sarà l'unico dei liguri a presentarsi) è il primo ad arrivare in sala stampa. L'1-0 con cui i blucerchiati hanno battuto il Grosseto nel gelo dello Zecchini lo ha però sicuramente riscaldato, più della giacca sociale d'ordinanza con cui ha seguito la partita. Il freddo evidentemente non lo ha spaventato, anche perché in panchina si è agitato per tutto il tempo. E il primo ragionamento inizia proprio dalla conclusione imprendibile di Pasquale Foggia, quel tiro al sette di rara bellezza che ha trafitto Narciso: «Siamo venuti a Grosseto per fare la nostra partita, e sul piano del gioco e della manovra siamo stati bravi a gestire la gara. Nel primo tempo avevamo già fatto alcune belle trame, cercando sempre di fare noi la partita. Credo che la vittoria sia meritata». L'ex mediano, tra l'altro di Ascoli, Verona e Fiorentina, insiste nel rimarcare la prestazione dei suoi: «Quello che conta è aver creato situazioni importanti. Stiamo lavorando in questo senso. Con la fine del mercato ci sono stati molti cambi in squadra, e quindi dobbiamo capire ancora il nostro progetto. Serve lo spirito e la mentalità di categoria. La serie B è un campionato duro che ti guarda in faccia». L'allenatore doriano è tenero anche nei confronti del Grifone: «Il Grosseto è una squadra che ha buoni valori. Sapevamo del momento particolare che i biancorossi stanno vivendo e delle difficoltà che avremmo incontrato. Per questo abbiamo preparato con cura l'incontro». Sugli episodi Iachini sorvola senza dare giudizi: «Dal mio punto di osservazione è difficile valutare. Sull'azione del contatto di Eder nel primo tempo e anche sul gol annullato al Grosseto dobbiamo fidarci del giudizio dell'arbitro e del guardalinee». L'ultima battuta riguarda la sua espulsione nel finale arroventato: «In quel momento stavo solo richiamando un mio giocatore. Purtroppo l'area tecnica è piccola e forse l'ho superata. Però eravamo anche in inferiorità numerica e dovevo richiamare l'attenzione dei miei giocatori. Basta un attimo e puoi rovinare tutto».
(e.g.)
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