Sicurezza
«Il Gavorrano sarà sempre nel mio cuore»
GAVORRANO La maglia rossoblù gli è rimasta cucita addosso. «Il Gavorrano sarà sempre la mia squadra, seconda soltanto a quella in cui gioco». Fa quasi impressione definire Jacopo Galbiati un ex. Fino...
GAVORRANO
La maglia rossoblù gli è rimasta cucita addosso. «Il Gavorrano sarà sempre la mia squadra, seconda soltanto a quella in cui gioco». Fa quasi impressione definire Jacopo Galbiati un ex. Fino a pochi giorni fa era il vicecapitano e un punto fermo nello spogliatoio. Oggi invece è sotto la neve lombarda, già alle prese con gli allenamenti della sua nuova squadra, il Mantova, nel girone A della Seconda Divisione. «E' freddo» racconta. Il pensiero però ancora non riesce a staccarsi dal recente passato. «Gavorrano mi ha dato tanto, più umanamente che calcisticamente. Ho trovato molti amici, tra Bagno e Follonica, che mi hanno dato una mano anche fuori dal campo». Sono tanti i ricordi che affiorano alla mente di Galbiati nei suoi due anni e mezzo giocati con i colori rossoblù. Momenti di vittoria e di grandi soddisfazioni. «In Serie D la partita più bella è stata quella a Città di Castello, dove è partita la volata al calcio professionistico. Era un momento difficile, avevamo due punti in meno e dovevamo fare risultato a tutti i costi: abbiamo vinto e da lì è partito il cammino». Arriviamo così in Lega Pro, dove a lasciare il segno nel cuore del regista sono state nella prima stagione le partite con il San Marino e con il Carpi. «Era la prima partita ufficiale tra i professionisti che giocavamo al Malservisi - racconta - Fino ad allora il nostro campo era quello di Venturina (in seguito ad alcuni problemi normativi ndc). E nel nostro debutto in casa in Lega Pro abbiamo vinto contro la capolista. Bellissimo». Nella stagione in corso, invece, «è la partita con il Perugia quella che ricordo più volentieri. Una grande prestazione al Curi dove abbiamo pareggiato, ma potevamo anche vincere».
Oggi però le strade tra lui e la Maremma si sono divise. «Il Mantova è una squadra prestigiosa e a 30 anni è stimolante potersi confrontare con una realtà simile. La società del Gavorrano, ricevuta la proposta, l'ha accettata sapendo che comunque sarei andato in un'altra di grande livello. Insomma, un affare per entrambi. Comunque i rapporti con la dirigenza sono ottimi». A rimpiangere l'ex bandiera però ci sono i tifosi. «Mi fa piacere: vuol dire che ho lasciato una buona impressione. Ogni domenica guarderò il risultato del Gavorrano. Sono in contatto e continuerò a sentire i ragazzi, perché sono straordinari».
Alfredo Faetti
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