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Grosseto

Freddato il Grifone l’Hellas è implacabile

Freddato il Grifone l’Hellas è implacabile

Sotto dopo 2’, subisce il raddoppio dello stesso Lepiller

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di Pierluigi Sposato

VERONA

Ma quando inizierà a crescere questo Grifone? Quando smetterà di prendere gol a freddo (e il riferimento non è alla temperatura polare del Bentegodi), a inizio partita? Per l’ennesima volta in questa stagione, il Grosseto si è trovato sotto dopo pochi minuti.E ha dovuto reinventarsi la partita. Tutta in salita. Una difficoltà doppia, visto che i biancorossi hanno palesato - oltre alle solite carenze di concentrazione - la consueta difficoltà nell’impostare l’azione. Privo di registi titolari e comunque di due pedine importanti della mediana, il Grifone si è dovuto affidare all’inventiva di un isolato Caridi, troppo avanzato per poter tenere i contatti con un centrocampo che ha faticato a trovare i ritmi e a chiudere gli spazi.

Il passo falso

Doveva essere una partita da non perdere, doveva essere la partita del rilancio. Quella di ieri sera si è invece rivelata come l’ennesima sconfitta esterna, la quinta per la precisione.

Gol lampo

Così, passano appena 125 secondi e il Verona degli ex Russo (bene in copertura, non altrettanto in spinta) e Tachtisidis (il solito diesel sornione) si trova in vantaggio. Bel gol, non c’è che dire, perché il missile che Lepiller manda a incastrarsi nel “sette” a sinistra di un Narciso quasi immobile è un eurogol con tutti i crismi, per tecnica, distanza e mira. Però il fianco sinistro del Grosseto, quello da cui parte il missile, denuncia una distrazione imperdonabile.

Viviani predica calma e riparte con il 4-4-2 cui si è affidato anche in questa sfida cruciale, con la variante di Petras avanzato sull’esterno. E qualcosa in effetti si vede. All’8 Rafael è bravo a parare su Sforzini innescato da Caridi. Al 10’ è quest’ultimo a calciare al volo: corner. Sugli sviluppi, il pallone passa lungo tutta la porta, Antei non inquadra lo specchio da posizione angolata, il pallone rimbalza e arriva poi a Petras, autore di una rovesciata spettacolare ma purtroppo non precisa. Al 15’ si accendono scintille in area biancorossa (ammoniti Ceccarelli e Padella) in occasione di un corner. Poi il gioco ristagna.

Palo di Caridi

Ci vuole un’invenzione di Caridi, al 36’, per far vedere che il Grifone è ancora vitale. Ma il destro finisce sul palo, con la mano di Rafael protesa invano. Fuoco di paglia, quasi controproducente: perché l’Hellas raddoppia nel giro di nemmeno due minuti. È sempre Lepiller a colpire: stavolta da posizione centrale, sfruttando un varco davanti all’area. Dal suo destro esce un altro eurogol, un tiro con leggero effetto a filo del palo di Narciso, anche in questo caso impossibilitato a evitare il peggio. Due a zero e la notte biancorossa è sempre più buia. Non ci sono recuperi, tutti negli spogliatoi.

Ripresa senza acuti

La ripresa inizia senza gol. E con il cambio di Antei, che chiede il cambio, sostituito da un Formiconi che non giocava dal match perso in casa con lo Juve Stabia (26 novembre). Tra l’8’ e l’11’ due occasioni per Sforzini: nella prima reclama (inascoltato) un fallo da rigore, nella seconda spizza di testa un cross senza riuscire a indirizzare tra i pali. La partita non si smuove. Dal 14’ dentro Keko per uno spento e falloso Ronaldo. Ma al 21’ è di nuovo il Verona a farsi pericoloso: ci vuole tutta la lunghezza di Narciso in tuffo per deviare in corner il destro di Ferrari all’angolino basso. Due minuti più tardi (dopo l’ingresso di un altro ex, Berrettoni), Tachtsidis in percussione prepotente fallisce un’occasione propizia per infilare il tris.

Il passaggio al 3-4-3

Viviani butta dentro anche Lupoli e il Grifone passa al 3-4-3. Ma non serve a niente. Il Verona è una macchina da guerra, concentrata, non si ferma mai nonostante che il doppio vantaggio consenta agli scaligeri di dormire sonni tranquilli. Trova spazi e volontà.E con queste, anche le occasioni di tiro. Il Grifone, invece, non riesce a darsi lo scossone giusto. Non trova il gol.Nemmeno con Lupoli, al 47’, che imbeccato da Sforzini costringe Rafael a una respinta ravvicinata non in stile ma efficace. Nemmeno con Caridi che costringe il portiere a una parata in due tempi con gli attaccanti biancorossi in agguato. I cinque minuti di recupero trascorrono con la truppa di Mandorlini che non dà segni di cedimento e con il Grifone che, seppur in avanti, chiude senza scalfire le certezze avversarie.

Così i biancorossi scendono in undicesima posizione a pari merito con la Juve Stabia capace di strappare un punticino a Brescia. E sabato arriva allo Zecchini una Sampdoria tanto temibile quanto riposata, visto che il match con l’Empoli in programma a Marassi è stato rinviato per maltempo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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