Il Tirreno

Grosseto

E meno male che c’è Narciso...

Il portiere evita il blitz della Reggina contro un Grifone alle prese con i soliti guai

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di Pierluigi Sposato

GROSSETO

Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? In tempi di crisi, meglio prenderlo pieno. Il gioco latita, il telaio traballa ma il Grifone chiude con 4 punti il doppio turno interno consecutivo. E i playoff non sono comunque troppo distanti. Nel pareggio di ieri, contro la Reggina, i soliti problemi. Anche quelli di gol. E meno male che Narciso fa il miracolo, al 33’ della ripresa. E la difesa a 3? Un esperimento da rimandare ad altra occasione, a causa dell’assenza improvvisa di Olivi. Viviani non rischia e si affida al quartetto collaudato (nella formula). Un quartetto che diventa addirittura un quintetto quando Consonni lascia la mediana per coprire il temibilissimo Bonazzoli o a chiudere diagonali per una retroguardia che è difficile definire ermetica.

Avanti con la solita minestra, insomma. Con le solite difficoltà di costruzione del gioco, con le distanze tra i reparti che si dilatano all'inverosimile, con le amnesie difensive che rischiano di spalancare varchi generosissimi agli avversari. Una spiccata ritrosia della terna a segnalare i comportamenti fallosi dei calabresi rende tutto ancora più complicato per il Grifone.

Apre le ostilità la Reggina, al 6': Viola ci prova su punizione, Narciso para sicuro. All'8', Petras trova Sforzini: il bomber gira al volo basso, Zandrini vola a sorvegliare la traiettoria che sfiora il palo. Passano dodici minuti perché la scena si ripeta quasi in fotocopia: ma stavolta Sforzini, nonostante sia in posizione ancora più favorevole, sparacchia alto. Al 26' Alfageme comincia a ricordarsi di avere nella velocità una delle sue doti migliori e conquista il primo corner per il Grifone. Ma neanche da calcio piazzato i biancorossi sanno essere pericolosi. Attorno alla mezz'ora, la Reggina ha più peso. Controlla meglio la mediana, anche e soprattutto a causa della superiorità numerica, e i palloni per Ceravolo&c si intensificano. Al 29' Viola tira da lontano e Narciso para. Poi si susseguono tante piccole azioni - tutte sventate, in un modo o nell'altro -che certificano la superiorità degli amaranto fuori e dentro l'area biancorossa. Segnali di allarme che, fortunatamente per il Grifone, non producono effetto. L'ultimo (43') porta la firma di Bonazzoli, che non inquadra lo specchio.

Al ritorno dal tè, la musica potrebbe cambiare se cambiassero i suonatori. Ma dei tanti biancorossi che si erano scaldati nell'intervallo non entra nessuno. Entra invece Cosenza per l'ex Freddi, la cui uscita dal campo è accompagnata da applausi e fischi. Un minuto prima, tutti aspettavano che Baratta fischiasse come rigore un intervento di Petras in ritardo su Ceravolo ma l'arbitro aveva lasciato correre. Un cambiamento però c'è, pur con gli stessi undici: Consonni gioca molto più avanti. Gli effetti sono benefici, perché il baricentro avanzato - anche se con Alfageme retrocesso - costringe finalmente la Reggina a difendersi. Caridi ci prova due volte: al 13' con un rasoterra parato facilmente, al 17' con un diagonale che sibila alla base del palo sinistro. Due minuti più tardi è proprio Consonni a uscire, per Keko. Da lui al 22' parte un destro che sorvola ampiamente la traversa. Quando la Reggina cerca di distendersi, rimedia soltanto fuorigioco (due di fila). Almeno fino al 33' quando Narciso salva il pareggio: cross di Rizzato, Bonazzoli si tuffa e schiaccia di testa, il portiere chiude l'angolino basso alla sua destra e devia in corner. Entra Sciacca (esordio allo Zecchini) ed entra Lupoli, per un attacco tutto tascabile. Ma nessuno riesce a vedere cosa i tre piccoli del Grifone avrebbero potuto fare là davanti: gli ultimi minuti sono tutti della Reggina. L'ultimo match ball è nel destro-dinamite di Ronaldo che su punizione al 48' manda la palla fuori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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