Gioco
Alta tensione nello spogliatoio durante la sfuriata del patron
GROSSETO Con una puntualità svizzera, il pullman biancorosso parte alle 17 di una domenica di metà gennaio alla volta di Acquapendente. Stavolta però non per una trasferta di campionato, ma per un...
GROSSETO
Con una puntualità svizzera, il pullman biancorosso parte alle 17 di una domenica di metà gennaio alla volta di Acquapendente. Stavolta però non per una trasferta di campionato, ma per un ritiro "punitivo", voluto in prima persona dal presidente, Piero Camilli. Ieri, il numero uno biancorosso si è intrattenuto negli spogliatoi dello Zecchini con la squadra al completo, prima di pranzo. Inutile dire che l'aria e la tensione si potevano tagliare a fette, stando alle pochi indiscrezioni che filtrano. Volti tirati, quelli dei giocatori. Ma del resto si sa che i ritiri, soprattutto di questo tipo, non piacciono a nessuno. Il presidente è stato chiaro: così non va. Proprio non va. E anche il tecnico Viviani rischia a questo punto seriamente il posto, mentre sullo sfondo s'intravedono di nuovo le sagome di Cuccureddu e Ugolotti. Un quarto cambio in panchina sarebbe certamente clamoroso, ma Viviani dovrà davvero riuscire a tirar fuori da questa squadra quel potenziale ancora inespresso, del quale parla sempre in sala stampa. Se ci riuscirà sin da sabato prossimo, contro l'ostico (per il Grifone) Albinoleffe, si guadagnerà qualche nuovo credito. Ma la strada adesso è tutta in salita e il destino è solo nelle mani di allenatore e giocatori. La rabbia e la delusione e anche la scocciatura per questo ritiro vanno messi da parte. Anzi, metabolizzati e trasformati in una reazione, non solo d'orgoglio. Ammesso ovviamente che questo gruppo, che questa squadra, ne abbia veramente la capacità. Quanto visto in quel di Gubbio del resto è inaccettabile per i tifosi. Figuriamoci per il presidente che, da sempre, mal sopporta certe figure. Cosa non vada in questa squadra, tuttavia, non è di facile intuizione. Ad esempio, dopo la brutta prova con il Livorno, com'è possibile approcciare così la partita di Gubbio? E dire che si sapeva che gli eugubini avrebbero subito caricato a testa bassa. Ma anche dopo il terrificante 1-2 degli umbri, tutti avrebbero gradito una reazione rabbiosa che invece non c'è stata. Bloccato Caridi, raddoppiato sistematicamente Sforzini, per la squadra di Simoni è stato un trionfo. Grosseto non pervenuto al Barbetti. Certo, adesso potremmo star lì per ore a ricordare che comunque la classifica è ancora buona e che il mantenimento della categoria è l'obiettivo primario che la serie B per Grosseto è un lusso. Ma davvero queste considerazioni possono ancora bastare per accennare un sorriso? Evidentemente no. E se poi è Piero Camilli in prima persona a prendere una decisione come questa, è chiaro che anche per la società l'obiettivo era ben altro e quantomeno il presidente sperava di poter evitare un altro rovescio così pesante. Non rimane che cercare di sfruttare il calendario, altrimenti il prossimo scenario da descrivere, avrà contorni ancor più cupi.
Paolo Franzò
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