Gioco
Finita la maledizione grazie ad Alfageme
Il Grifone batte di misura l’Albinoleffe rimasto in dieci
di Pierluigi Sposato
GROSSETO
Qualche sbadiglio, qualche mugugno, la disperata ricerca di un thermos di caffè per cercare di restare svegli. Ti aspetteresti un Grifone elettrico fino al surriscaldamento, dopo il poker subito a Gubbio e dopo la settimana di ritiro punitivo sotto gli occhi di un Camilli furente. E invece il Grosseto che era ricompare allo Zecchini aveva fatto una brutta impressione.C’è voluta una svolta - l’espulsione di un avversario e un gol pregevole anche tecnicamente di Alfageme, per interrompere la maledizione di uno stadio dal quale i tre punti mancavano dal 22 ottobre. Prima vittoria per Fabio Viviani. Ma dire se sia anche il primo passo per l’uscita dalla crisi è presto.
Piccolo trotto
Di fronte a un pubblico scarso numericamente ma dal cuore grande così (si veda lo striscione comparso in curva, "fieri del popolo del Giglio") il Grosseto si adatta al ritmo blando e per nulla frenetico dell'Albinoleffe, sceso in Maremma con intenti decisamente non bellicosi. Almeno apparentemente. A chi o a cosa attribuire la colpa non è impresa facile. Si può partire da un dato di fatto, dall'assenza di Sforzini bloccato alla vigilia da un problema muscolare. Attacco affidato a un Gerardi troppo lontano dall'area e a un Alfageme che stenta a trovare l'accelerazione bruciante. E comunque le ataviche carenze della manovra biancorossa sono ancora una volta palpabili. Il Grifone vivacchia, giochicchia, difendicchia. E meno male che i lombardi spingono poco.
Primi brividi
All'11', Cristiano arriva in percussione fino all'area piccola, prima di trovare la barriera di Olivi e Consonni. Al 17' Giallombardo crossa alla perfezione da sinistra: il pallone viene recapitato in un'area dove le magliette si allungano e i giocatori cadono, ma quando è il momento dell'impatto Gerardi trova soltanto le braccia di Offredi. Al 23' Gerardi lanciato da Caridi viene anticipato dal portiere, mentre al 28' Cocco (apparso in fuorigioco) calcia di potenza un pallone che termina a lato. Al 44' l'insidia si chiama Girasole, che supera la guardia di Olivi e tira: ma Narciso blocca. Impostare è un grosso problema per il Grifone e dalla tribuna non viene perdonato alcun errore. Viviani, da una panchina che traballa sempre di più, cerca di contrastare il calo di consensi verso i suoi ragazzi applaudendoli e incoraggiandoli. I fischi che accompagnano i biancorossi all'uscita dal campo al termine del primo tempo sembrano la conseguenza naturale di un'insofferenza covata (senza essere nemmeno troppo nascosta) a lungo.
La svolta
Vabbè, c'è tutto il secondo tempo, pensano gli ottimisti. Un secondo tempo che promette bene perché inizia con un diagonale di Caridi che sibila a pochi centimetri dal "sette". I minuti però scorrono senza che avvenga nulla di importante. Al 11', però, l'Albinoleffe decide di complicarsi la vita. Luoni interviene male su Caridi, dimenticandosi di essere stato già ammonito per un intervento duro al 34' del primo tempo sullo stesso Tano. E' rosso ed è la svolta.
Il gol
Tre minuti dopo arriva il vantaggio. Punizione centrale di Ronaldo, rasoterra che arriva sul destro di Alfageme: l'argentino si sistema il pallone sul sinistro, sbilanciando gli avversari e il portiere, infilato nell'angolino basso più vicino. Bel gol, con dedica alla mamma e segni di croce che si ripetono freneticamente per esorcizzare un digiuno troppo lungo, una crisi che sembra infinita. Gli ottimisti sembrano aver ragione. In vantaggio numerico e di punteggio, il Grifone va però subito in crisi.
San Narciso
Ci vuole il colpo di reni di Narciso, al 14', per negare il pareggio a Cocco. Seppur in dieci (dentro D'Aiello, poi Torri), i lombardi conquistano metri e palloni. Al 26', Foglio corre sulla linea di fondo e calcia un pallone che buca il portiere ma corre davanti alla porta senza entrare. Il Grifone si sveglia: al 28' Caridi lancia Ronaldo, il cui tiro è però deviato; al 29' Olivi fa da torre ma Caridi non ci arriva nemmeno in scivolata. Al 35' il primo cambio di Viviani: entra Keko e tutti si aspettano che ad uscire sia Gerardi, oggettivamente poco brillante. Quando viene chiamato fuori Alfageme, la delusione della tribuna si materializza con bordate di fischi. Quando esce Gerardi, Consonni si fa autore di un bel gesto, applaudendo il centravanti e trascinando così la tribuna. È il 37’ e manca ancora tanto. Camilli forse si ricorda di certe beffe del passato e si alza finendo di guardare in piedi la partita. Contento del gioco, non crediamo. Dei tre punti forse sì. Basterà?
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