Sicurezza
La maledizione del segno X
Pierluigi Sposato
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IL PAREGGIO I giocatori del Livorno esultano dopo l1-1 segnato di testa da Belingheri al 26 della ripresa Il Grifone non si sblocca allo Zecchini nemmeno nel 2012
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GROSSETO. Sembra destino che debba prevalere il segno X. Nei derby con il Livorno e nel ruolino di marcia di Viviani. Tre partite, tre pari per il tecnico biancorosso. La maledizione Zecchini sembra non volersi allontanare, nemmeno nel giorno della Befana, nemmeno nell'ultima di andata. Dolcezze poche - intese come bel gioco ed emozioni - carbone tanto. Ne assegnano un bel sacchetto i tifosi della curva nord ai "4 infami" (così recita lo striscione), cioè agli ex grossetani ritenuti coinvolti nel calcioscommesse. Sfottò, petardi (anche troppi), fumogeni, addirittura un rogo a ridosso della recinzione. Ancora riferimenti a "Last Bet" con un fantozziano "Consonni, batti lei?" relativo al rigore che il Professore trasformò contro la Reggina mandando in fumo la combine illecita. Dagli spalti una vivacità insolita che fa a pugni con lo slow motion in campo. Una punizione fuori bersaglio, una serpentina interrottasi ben prima dell'area, un'ammonizione, un intervento dei sanitari, conclusioni sparacchiate, un dribbling, fuorigioco. Povertà assoluta sul taccuino per un derby lontano parente di sfide ben più coinvolgenti. Sussulto al 29' con Dionisi, che incorna un cross dalla destra per la parata non complicata di Narciso. Sussulto di entità minore al 33', con il primo corner battuto (biancorosso). Il Livorno vuole togliersi le paure di dosso. Il Grifone fatica a trovare profondità. Ultimo secondo del recupero: c'è un mani di Belingheri in area che solleva un'ondata di proteste tra i biancorossi in campo e in tribuna. Volontario o no? Tommasi fischia solo la fine del tempo. Langue anche l'inizio della ripresa. Ci pensano ancora quelli della curva a tenere alta l'attenzione con un altro striscione dedicato ai presunti traditori ("4 sudici non sporcano 100 anni di storia"). Madonna butta dentro Paulinho, ex biancorosso, per un cambio di assetto che si rivela fatale. Perché tre minuti dopo ecco la fiammata, il colpo di genio, il missile terra-aria che scardina il bunker amaranto. Tocco di Lupoli e Caridi arma il destro dal limite dell'area: la botta si conficca al "sette" a sinistra di Bardi, imparabile quanto spettacolare. Gol ancora più bello perché con dedica all'infortunato Moretti di cui viene mostrata la maglia. Esce Consonni, esce Schiattarella. Caridi impegna di sinistro Bardi. Poi è Narciso a superarsi per deviare in corner una sventola da fuori area di Siligardi: ma dagli sviluppi ecco il pareggio labronico. Il portiere devia male un tiro, ancora di Siligardi, e Belingheri non trova ostacoli nel ribadire in rete di testa. È il 26' quando il Livorno riemerge dall'apnea, acquistando fiducia in sé e pressando ancora con Paulinho, al 31' (parata di Narciso). Viviani dà una chance a Gerardi e l'ex Portogruaro scarica subito un destro che mette in difficoltà Bardi. Ma più si avvicina il 90', più cresce la paura. Quella di entrambe. Non ce la fa nemmeno Gerardi, nell'ultimo dei tre minuti di recupero concessi da Tommasi, a spostare l'ago della bilancia verso i colori biancorossi: il diagonale seppur pregevole è troppo angolato, il portiere è pronto e chiude lo specchio. E pure la partita.
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