Il Tirreno

Grosseto

Calciopoli: il Comune parte civile

La Confconsumatori scende in campo per tutelare tifosi e scommettitori

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 GROSSETO. «La normativa della responsabilità oggettiva è medievale e va cambiata, per non penalizzare le società». L'ultima tranche del calcioscommesse di cui si sta occupando la Procura di Cremona ha provocato un'alzata di scudi in Maremma, a difesa dell'Us Grosseto, che, stando alle prime indagini, sarebbe stato danneggiato da alcuni giocatori, con Carobbio in testa, coinvolti in alcune partite sospette. La città si è mossa ancor prima di decisioni della giustizia.  Il presidente Piero Camilli, che in passato aveva inviato delle lettere di denuncia per casi ritenuti sospetti, si è detto pronto a lasciare la presidenza ad uno dei figli per poter denunciare i giocatori coinvolti nello scandalo e per poter agire in sede civile, senza andare contro la Federcalcio e non violare quindi la clausola compromissoria.  Il sindaco Emilio Bonifazi, per difendere l'onore della città, ha dato mandato invece al suo ufficio legale di valutare se poter procedere e proprio ieri il vicesindaco Borghi ha confermato che «nel caso in cui dovesse esserci un eventuale processo penale noi chiederemo di costituirci parte civile».  «Una squadra di calcio - ha detto Borghi a Grossetosport - è l'immagine di una città. Le due realtà nell'immaginario collettivo vivono in simbiosi. Per questo credo che se saranno ravvisate responsabilità penali per l'amministrazione comunale sia un dovere la richiesta di costituzione di parte civile».  Ma in questo quadro non ci sono solo società, amministrazione comunale, sportivi a fare fronte comune per far sì che prevalga la giustizia, senza danneggiare chi non ha colpe, anzi è parte lesa.  E' di ieri anche la presa di posizione della Confconsumatori di Grosseto, per bocca dell'avvocato Marco Festelli, che intende tutelare gli sportivi, da quelli che vanno allo stadio, a quelli che seguono le partite su Sky e Mediaset Premium, ma anche gli scommettitori nei canali legali.  «Dalla prima Scommettopoli, nella scorsa estate - spiega Festelli - La Confconsumatori nazionale ha già chiesto alla Procura di Cremona, di essere individuata tra le parti offese del processo contro le scommesse calcistiche quale portatrice degli interessi collettivi e diffusi dei milioni di tifosi (consumatori) delle squadre di calcio, che acquistano i biglietti per partecipare a quello che credono uno spettacolo sano ovvero acquisto le partite sul piccolo schermo, oltre ovviamente agli scommettitori che attraverso i canali legali scommettono sugli eventi sportivi».  Festelli spiega che «a tal fine la Confconsumatori, nella persona del presidente nazionale Mara Colla, ha già nominato il proprio legale nella persona dell'avvocato Luca Baj del Foro di Milano. Questa platea infinta di italiani, se le accuse verranno confermate in sede di indagine e di processo, avranno diritto a far sentire la loro voce anche in sede processuale».  «Tra questi - prosegue - ovviamente ci sono anche i tifosi grossetani qualora le accuse di combine risultassero fondate, sarebbero così tra le parti lese - insieme alle società - della condotta scorretta dei calciatori. Noi siamo alla finestra, a disposizione di qualsiasi persona che si senta danneggiata da questo ennesimo scandalo».  Ha registrato in questi giorni reazioni particolari da parte dei consumatori? «No, per adesso c'è solamente un malcontento diffuso, ma leggo sui giornali che c'è una mobilitazione generale, dal Comune, ai club. E, da sportivo, la situazione è inquietante. Non amo i processi in piazza, ma se sono vere le accuse dei pentiti e le indagini, le scommesse hanno falsato i campionati ed in particolare quello di serie B».  L'avvocato Festelli parla anche della situazione che riguarda l'Unione sportiva Grosseto: «La federazione di Grosseto della Confconsumatori - dice - opererà in qualsiasi sede affinché il blasone e la classifica della squadra non vengano lese da normative calcistiche medievali che prevedono una responsabilità oggettiva (senza colpa) anche nei confronti di coloro che sono vittime dall'altrui illecito. E come se venisse condannata un'azienda perché i dipendenti truffano. La società può quindi confidare nell'appoggio dei consumatori».

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