Gioco
Gli studenti del Leopoldo di Lorena riportano il Giglio di Mare a Fiumara
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SODDISFATTI Da sinistra Lorenzo Moncini, responsabile ricerca del Crisba, Giampaola Pachetti e il presidente del Parco Sammuri 1 MINUTI DI LETTURA
MARINA DI GROSSETO. Martedì scorso giornata speciale, nell'area dell'oasi San Felice-Allianz di Fiumara: sono state infatti messe a dimora cento delle piante di Giglio di Mare ottenute grazie al programma sperimentale messo in campo dal Crisba dell'Istituto "Leopoldo II di Lorena" di Grosseto. Un protocollo sperimentale per la diffusione del Giglio di Mare (Pancratium maritimum). E che rientra in un più ampio programma dedicato alla riproduzione e alla salvaguardia di specie vegetali locali messo a punto dal Centro ricerche strumenti biotecnici nel settore agricolo-forestale dell'istituto grossetano già dal 2010. Prevede diverse fasi, tra cui: la germinazione dei semi in incubatore, l'accrescimento in coltura protetta delle giovani piante ottenute e infine il loro ambientamento alle condizioni climatiche naturali. Il Giglio di Mare è una specie vegetale a rischio di erosione genetica, per questo è protetta da una legge regionale che ne vieta la raccolta. È una bulbosa che contribuisce alla conservazione del paesaggio costiero e che abbellisce il litorale maremmano con fiori bianchi e profumati visibili fra luglio e settembre. Nel corso dell'iniziativa di martedì, organizzata con l'assessorato all'ambiente della Provincia e con la partecipazione del Comune di Grosseto, del Wwf, di Legambiente e di Allianz, è stata presentata anche la cartellonistica che caratterizzerà l'area dunale di ripopolamento.
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