Sicurezza
Lintervista. Le prime parole del mister
«Modulo? Quattro in difesa e poi mi adatto ai ragazzi»
Maurizio Caldarelli
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MISTER. Fabio Viviani 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Da calciatore, Fabio Viviani, ha avuto la fortuna di giocare con il Milan di Arrigo Sacchi, con Gullit e Van Basten, ma anche di vincere la Coppa Italia con il Vicenza ed arrivare alla semifinale di Coppa Coppa contro il Chelsea; da allenatore ha provato l'emozione del San Paolo di Napoli, come vice di Reja. «Grazie al presidente Camilli - sottolinea - mi si è però spalancato un portone. La panchina del Grosseto è una grandissima opportunità. L'ho colta al volo e ne sono onorato». Come è stato il primo giorno in biancorosso? «Bello. Ho avuto modo di conoscere i miei nuovi ragazzi. Erano sorpresi dalle dimissioni di Giannini, ma ho trovato grande disponibilità da parte di tutti». Ha già visto giocare il Grosseto? «A Padova e contro il Vicenza. In questi mesi sono andati in giro per tutti i campi della B e posso dire che mi ritrovo tra le mani un'ottima squadra che può stare benissimo nelle zone alte della classifica». Viviani riabbraccia Gerardi, suo bomber al Portogruaro («E' stata un'esperienza difficile, con soli tredici giocatori in ritiro, ma proprio per questo è stata positiva dal punto di vista professionale», dice), ma anche Zanetti e Sforzini, che ha incrociato a Vicenza, la sua città d'adozione. «Ho giocato dieci anni nel Lanerossi - precisa - e sono poi rimasto con le giovanili». Con quale spirito si presenta in Maremma? «Pronto a far bene. La buona posizione in classifica non può che fare piacere ed è uno stimolo in più. Il primo obiettivo dovrà essere quello di far diventare un fortino lo stadio Zecchini e di tornare a vincere dopo tre sconfitte, come tutti sperano. Il modulo? Non ne ho uno preferito. Mi adatto ai giocatori che ho. Contro il Modena non potrò stravolgere la formazione. Difesa a quattro, quindi, ed in campo chi sta meglio».
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