Italia
Retroscena. Parla di nuovo Giuseppe Giannini
«Il rapporto incrinato dopo l'1-5 col Varese»
◗
A PESCARA. Giuseppe Giannini 1 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. «Un mio ripensamento è assolutamente improponibile. Non sto in un posto a dispetto di qualcuno. Preferisco rimanermene a casa». Giuseppe Giannini rimane fermo sulle sue posizioni il giorno dopo l'annuncio a sorpresa delle dimissioni, dopo aver espugnato l'"Adriatico". «Il presidente Camilli non lo sento da venerdì - prosegue il Principe - e anche oggi (domenica, ndr.) si è fatto vivo solo Andrea Gazzoli. Il resto della società è stata assente. Sia chiara una cosa: io non ho niente contro i giocatori». Qual è stata la molla che ha fatto la decisione di lasciare la formazione? «Non una, ma alcune cose che non mi sono andate giù in queste ultime settimane. Una decisione che ho preso dopo averci pensato bene. Il rapporto si è incrinato dopo la sconfitta interna contro il Varese. Dopo quell'1-5 sono venute fuori voci che la società non ha fatto nulla per smentire e questo mi ha dato fastidio. Non mi sono sentito tutelato a dovere dalla società ed anzi sono stato messo costantemente sotto giudizio». «Come vedete - si sfoga Giannini - non ci sono stati i presupposti per lavorare tranquillamente. Quando perdi sei sotto accusa, quando invece le cose vanno bene sono solo dei brodini». (m.cal.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
