La manifestazione
Lintervista. Parla Francesco Mancini
«Bravo il mister a tranquillizzarci»
Maurizio Caldarelli
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GROSSETO. Se il Grosseto può guardare il bicchiere mezzo pieno per le tre gare disputate con mister Giannini in panchina un po' di merito è anche di Francesco Mancini, ventunenne scuola laziale, che con la sua vivacità ha contribuito a conquistare i tre punti a Nocera. L'esterno sembrava destinato a Piacenza, in cambio di Calderoni, ma un ritardo nella compilazione dei documenti ha fatto concludere la trattativa fuori mercato. «L'intenzione - dice Mancini - era quella di farmi giocare, ma adesso per gennaio è tutto bloccato, per la soddisfazione mia, del presidente e del mister». Schierato in emergenza come unica punta in Campania, sabato scorso è stato schierato nel suo ruolo preferito, da esterno. «Mi adatto comunque a quello che dice il mister». Archiviata la disfatta con il Varese, anche Francesco pensa solo alla trasferta di Padova: «E' stato bravo il mister a tranquillizzarci, a dirci che sono cose che capitano. Ci siamo lasciati tutto alle spalle e ci stiamo allenando veramente bene. Mancini, che ha giocato per 14 anni con le giovanili della Lazio, per esordire tra i pro a Lumezzane, continua a credere nel gruppo. «Sono tutti bravi ragazzi - spiega - uniti sia in campo che fuori». Come sarà la partita di Padova? «Difficilissima, contro una squadra importante. Dobbiamo partire dalla considerazione che non siamo inferiori a loro. Andremo a Padova per provare a tornare a Grosseto con i tre punti. Come si battono? Correndo più di loro».
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