Sicurezza
Il Grifone va avanti col 4-3-3
Paolo Franzò
Giannini: «Non c'è tempo per provare altri moduli»
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GROSSETO. «Per mentalità, mi piacerebbe rivedere contro il Varese la stessa squadra che è scesa in campo contro la Nocerina». Giuseppe Giannini, tecnico biancorosso, traccia quello che è il momento del Grifone, in attesa della sfida di domani del Carlo Zecchini, contro la squadra di Rolando Maran. «Arriva una squadra tosta, compatta». «Fanno un 4-4-2 difficile da scardinare - analizza - che mette in campo due tra i migliori esterni di questo campionato. Non sarà una partita semplice, anche se noi vogliamo proseguire la striscia positiva. Dovremo stare attenti ed essere bravi a studiare qualcosa per poterli colpire. Bravi e pazienti». Che squadra vedremo allora domani? «Andiamo avanti con questo modulo, col 4-3-3. Anche se credo che questa squadra sia in grado anche d'interpretare altri sistemi di gioco, magari con la difesa a 3. Ma ora non c'è tempo di studiare e provare altre cose. Non voglio caricare la testa dei ragazzi di troppe nozioni, rischieremmo solo di fare confusione in un momento in cui invece io devo essere bravo a trasmettere tranquillità ai ragazzi e semplicità di gioco. Continueremo a proporre gli inserimenti dei 2 interni, più avanti proveremo anche qualche altra cosa con gli esterni. Anche se devo dire che certi movimenti questi ragazzi ce l'hanno nel loro dna, senza neanche bisogno di provarli, come abbiamo visto anche a Nocera». In quest'ottica, gli inserimenti di Consonni quindi, non sono un caso? «Non è più un ragazzino. Non posso chiedergli di farlo 10 volte a partita, ma qualche volta sì, anche se secondo me è un movimento normale, quello dell'interno, di accompagnare talvolta la manovra degli attaccanti». Alfageme? «E' il nostro Boksic. Ha una forza impressionante. A Nocera, a tratti era imprendibile. Talvolta però, mi tocca frenarlo anche in allenamento. Deve imparare poi a risparmiare qualche energia e un pizzico di lucidità in più, per quando arriva alla conclusione. Ci stiamo lavorando. Ma ha una grande generosità». Su Gerardi cosa può dire? Non viene da un gran periodo... «Dipende solo da lui. Avete visto con Mancini, io non precludo una possibilità a nessuno. Tutti devono lavorare al massimo. Metterci il cuore e poi li farò giocare». In cosa per adesso questa squadra è cambiata? «Direi in qualche giocatore che prima aveva trovato meno spazio e nella distanza tra i reparti che voglio essere più corta, con la difesa più alta, spesso lasciando le 3 punte a dar noia in avanti, anche se stiamo subendo un calcio d'angolo». Un primo bilancio? «Beh, devo dire che la squadra è rimasta tranquilla anche dopo la sconfitta col Bari. Ho trovato un ambiente per niente caotico o confuso. Anzi, stiamo lavorando bene e il merito è dei ragazzi».
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