Lutto
Per Gesi il compleanno è a caccia del vento da solo in mezzo all'oceano
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NAVIGATORE. Simone Gesi ed Ettore Chirici 2 MINUTI DI LETTURA
FOLLONICA. «Tanti auguri, Simone, a parte mia e dai tuoi tifosi». Il presidente della Lni Follonica, Ettore Chirici manda gli auguri di buon compleanno al velista follonichese Simone Gesi, che ha ha compiuto il suo 42º anno (è nato a Follonica il 29 settembre 1969) nel quarto giorno della prima prima tappa della Transat 2011, dopo una notte durissima che ha sconvolto la classifica parziale. «È sempre difficile giudicare questo tipo di regate - sottolinea Ettore Chirici - in particolare potendole seguire solo dal computer con l'apposito "trakking" aggiornato 4 volte al giorno sul sito della Transat. Il quadro meteo è stato un po' diverso dalle previsioni, precise per l'intensità del vento mai superiore ai 10 nodi), meno sulla direzione (fino a mercoledì gli atleti hanno navigato con aria proveniente da nord est, ma variabile). Ieri notte, invece, bolina e tanta corrente contraria». La manifestazione entra nel vivo: si cominciano a capire le strategie seguite nell'attraversare il Golfo di Biscaglia e Simone Gesi ha fatto un gran recupero: ieri era 28º a 27 miglia dal primo. «Chi guardasse adesso i tracciati e le prue - aggiunge Chirici - vedrebbe tante barche che tendono ad allontanarsi dalla costa spagnola ed hanno direzione non verso Madeira (sud), bensì in direzione ovest. Questo perché c'è da combattere la corrente e si ricerca il vento». L'atleta maremmano ha seguito una rotta leggermente più alta, che lo ha in parte penalizzato nelle prime 48 ore, ma adesso sembra premiarlo. Un timoniere sulle lunghe distanze deve valutare non tanto il presente, quanto come affrontare le giornate successive, sperando di fare previsioni corrette. La velocità media di "Dagadà - Spirito di Maremma" è da circa 20 ore molto alta, rispetto a tutti gli altri. Il momento per tutti è complicato. La flotta, piuttosto compatta, è a largo di La Coruna e sta affrontando il passaggio di Capo Finisterre per poi discendere lungo il Portogallo verso Madeira. «Nelle attuale condizioni meteo - dice ancora il presidente della Lni - è una lotta di nervi, testa e strategia. Non è una corsa contro gli altri, ma alla ricerca delle proprie migliori condizioni di navigazione. Dispiace segnalare il ritiro di Andrea Pendibene, causa il guasto del sistema elettrico (quindi del pilota automatico). Lo stesso inconveniente di Gesi nel 2009».
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