La manifestazione
Tano-Alfa, è una doppietta da decollo
Pierluigi Sposato
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GIOIA INCONTENIBILE Lurlo di Gaetano Caridi dopo il gol che ha sbloccato il risultato al 38 del primo tempo Grifone al secondo posto, domato il Crotone in una partita con il fiato sospeso
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GROSSETO. Vendetta compiuta, Crotone finalmente battuto al 5º incrocio. Ma è una vittoria da stomaco chiuso, da nervi in tensione costante, dalle paure dietro l'angolo. In campo e fuori. Ma è anche una vittoria che - con la combinazione dei risultati delle avversarie - piazza il Grifone nelle parti più nobili della classifica: secondo posto a pari merito. Mai così in alto di recente. Risolto il giallo-Sforzini solo all'ultimo tuffo (Nando-gol c'è, e si vede), il Grifone prende subito le misure ai calabresi. Si gioca sostanzialmente in una sola metà campo, con una sola porta, con un possesso palla smaccatamente biancorosso anche senza Consonni in campo. Comincia Caridi, al 7', con un diagonale poco convinto che Belec para senza affanni. Azione in stile di Mancino per Sforzini (8'): stop di petto e tiro, il portiere respinge a mani aperte. L'unica occasione per il Crotone capita sui piedi di Ciano ma la punizione non inquadra nemmeno lo specchio. Tenere a bada le bocche da fuoco grossetane è un problema, nonostante Vinetot faccia per tre. Al 15' Gerardi incrocia un diagonale di sinistro che termina però fuori; al 17' ci prova Petras, con un tiro debole parato; al 34' è la volta di un ispirato Mancino (innescato da Sforzini e Gerardi), il cui sinistro non è però sufficientemente carico di potenza. Serve fantasia: e chi ne ha più di Caridi? Tano si inventa un corridoio sulla sinistra e fulmina Belec all'angolino basso opposto, per l'1-0 più che meritato. Recupero con scintille tra Gabionetta e Crimi che coinvolgono anche altri giocatori, di fronte a un Mariani non sempre in grado di tenere le redini del match. L'ingresso di Sansone dopo l'inzuccata di Sforzini di poco fuori (4') sveglia il Crotone, più presente in attacco. Ugolotti risponde infoltendo la mediana con Zanetti e spostando Mancino nel ruolo di trequartista (4-3-1-2). Partita a scacchi, con Menichini che rovescia l'attacco inserendo anche Djuric. È Sansone, al 22', a mancare di un soffio lo specchio di testa nell'occasione più pericolosa di tutta la partita, poco dopo che Narciso (21') è dovuto uscire in due tempi sui piedi di Calil per sventare un'insidia in area piccola. Ugolotti qualcosa teme se ritiene opportuno inserire un interditore come Asante. Poi fuori Sforzini con Alfageme che entra per il 4-4-2. Diventato 4-4-1 tre minuti più tardi a causa dell'espulsione del già ammonito Ronaldo, scoordinato nel recuperare un retropassaggio errato dello stesso Alfa in contropiede. Gli ultimi 20' sono soltanto sofferenza pura per un Grifone che ha perso distanze, punti di riferimento, idee e ragionieri. E anche quando entra il raddoppio, il fiato dei duemila dello Zecchini resta sospeso fino all'ultimo secondo: Alfageme sembra litigare con il pallone regalatogli da Gerardi prima di spingerlo dentro la rete in un tocco liberatorio per tutto lo stadio.
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