Il Tirreno

Grosseto

Il Grifone fa paura alla Samp

dall'inviato Pierluigi Sposato
<b>BOMBER</b> Nando Sforzini in azione nell&#146;area della Samp
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BOMBER Nando Sforzini in azione nell’area della Samp

Difesa perfetta, lo 0-0 di Marassi vale come il platino

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 GENOVA. Bisognava esserci, per crederci. Il Grifone mette paura alla Samp e resiste. Difesa perfetta e tutti i tentativi blucerchiati vanno a vuoto. Il dispetto che Ugolotti meditava alla vigilia riesce, eccome.  Grifone imbattuto dopo cinque giornate, parte alta della classifica conservata. E soprattutto un morale grosso così dopo quella che può essere considerata un'autentica impresa. Di 0-0 qui non se ne vedranno tanti in questa stagione.  Nella bolgia del Ferraris, i primi applausi - seppur sovrastati dagli impressionanti cori doriani - sono per il Grosseto. Che scende in campo per fare quello che sa fare: giocare, a prescindere dal modulo (4-4-2 quello iniziale). Nasce da una manovra il tiro di Caridi (4') che alza troppo la mira. Qualche azione, qualche cross e poi il timone passa stabilmente nelle mani della truppa di casa. Comincia Foggia che in girata (6') costringe Narciso a una opportuna presa in tuffo. Prosegue Pozzi (9') che lanciato da Obiang tira su Narciso in uscita provvidenziale: il pallone si impenna e Padella in rovesciata salva sulla linea. Continua lo stesso centravanti blucerchiato (11'), la cui parabola di testa sorvola il "sette". L'incornata di Semioli (19') non trova lo specchio di poco. Al 25' è più che bravo Narciso ad alzare in corner una punizione-missile di Palombo. Sbaglia di nuovo Pozzi (35'), di testa dallo spigolo dell'area piccola. La Samp costruisce che è una meraviglia (anche se Crimi monta praticamente da solo una guardia asfissiante) ma pecca sorprendentemente di finalizzazione: negli ultimi metri, oltre il bunker biancorosso rafforzato dai ripiegamenti di Consonni, nessuno riesce a passare. Al Grifone resta qualche possibilità di alleggerimento, purtroppo non sfruttata a dovere. Su contropiede innescato da Crimi (39'), nell'unica azione davvero pericolosa del primo tempo, Mancino pesca Sforzini che controlla di petto ma si vede smorzare la conclusione a rete. E alzi la mano chi credeva che i primi 45' potessero finire 0-0...  Dal 13' della ripresa riparte il martellamento doriano. Il corpo di Narciso devia in corner un tiro da distanza ravvicinata di Pozzi e, sugli sviluppi, il tiro-cross di Volta termina sul fondo. Se il Grifone è costretto spesso al corpo a corpo (ma Ostinelli sfodera il giallo anche a sproposito) è perché la qualità Samp è straripante. Eppure, la partita non è affatto monocolore: c'è spazio anche per il biancorosso. Come al 20', quando Moretti appena entrato (per il 4-3-3 con Caridi e Crimi cambiati di fascia) sciupa un contropiede. O come al 24' quando Sforzini mette in posizione di sparo Caridi: la bordata angolata è deviata in angolo dalla punta delle dita di Romero. Anzi, il cambio di modulo fa avanzare di qualche metro il baricentro maremmano. Atzori capisce e cambia, perché i suoi ragazzi sembrano fermi sulle gambe: dentro Maccarone e soprattutto Koman, a tamponare la fascia. Ma gli effetti non si vedono. Ugolotti risponde con l'esordio di Ronaldo e poi con l'ingresso dell'ex Bianco. La linea difensiva non si sfalda, il Grosseto resiste fino all'ultimo, anche per gli interminabili e non del tutto giustificabili sei minuti del recupero concesso da Ostinelli. C'è spazio anche per un brivido dopo uno scontro di testa Giallombardo-Semioli che lascia entrambi a terra. Poi, Narciso che sventa su Maccarone è il segnale più evidente che il Grifone non ha mai mollato, nemmeno per un minuto. Alzi la mano chi pensava che anche alla fine della partita il risultato potesse rimanere bloccato sullo 0-0...

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