Il Tirreno

Grosseto

Attenti all'Hellas dal blasone pesante e stracarico di ex

Paolo Franzò
<b>ORBETELLANO.</b> Matteo Abbate contro Nando Sforzini
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ORBETELLANO. Matteo Abbate contro Nando Sforzini

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 GROSSETO. Che non sia una partita qualsiasi, quella di sabato, lo si capisce da mille cose. La classifica importante per entrambe, il blasone di un Hellas Verona al suo primo passaggio assoluto in campionato allo Zecchini. In due settimane, i biancorossi giocano contro 2 delle 3 che hanno vinto almeno uno scudetto (Verona appunto e Sampdoria), adesso in B. Verona che sarà accompagnato in Maremma da non meno di 500 (ma forse molti di più) tifosi. Senza dubbio, la tifoseria più calda e più numerosa di questo torneo. Ma soprattutto, nell'Hellas ci saranno, tra campo e panchina, molti ex biancorossi, più o meno rimpianti da queste parti, ma che in riva all'Adige hanno certamente trovato la propria dimensione.  In primis, ecco l'attaccante Emanuele Berrettoni, al Grosseto nella stagione 2005 2006, quando ancora si parlava di lui (scuola Lazio), come di una grande promessa. Giocò appena 12 gare in biancorosso, senza segnare neppure un gol. Avrebbe fatto bene poi, soprattutto al Bassano, perché anche al Verona di gol se ne parla con il contagocce. Con lui, da 2 stagioni nella città di Romeo e Giulietta, gioca Giuseppe Russo. Centrocampista di sostanza e di qualità, lui sì ottimo elemento e colonna portante del centrocampo di Mandorlini. A Grosseto passò dal gennaio 2006, a quello dell'anno successivo. Due mezze stagioni, 28 gare giocate e 5 gol segnati. Gran tiro da fuori, in effetti fece molto bene anche in Maremma. Poi, avrebbe fatto le fortune del Gallipoli che portò sino in serie cadetta. L'ex più rimpianto tuttavia è senza dubbio Thomas Pichlmann che a Verona ci è arrivato un anno fa di questi tempi. Per lui, 29 gare e 7 gol segnati, utili alla promozione finale. A Grosseto, portato allora da Nelso Ricci, si specializzò in gol segnati dalla panchina; era bravissimo a farsi trovare pronto e ad andare subito in gol, pur giocando spesso solo uno spezzone di gara. Alto quasi 1.90, paradossalmente di testa non la vedeva mai. Tra il 2008 e il 2011, alla fine si contano 81 presenze e 25 gol segnati con la maglia del Grifone; come dimenticarlo? Per lui, anche un coretto dedicato dalla Curva Nord, autentica rarità da queste parti. Poi, ecco il nazionale Under 21 Marco D'Alessandro; uno che sulla destra ti salta l'uomo con facilità incredibile, "maltrattato" in Maremma, dove ha giocato (2 stagioni fa) 29 gare, segnando una rete. Il greco Panagiotis Tachtsidis qui l'anno scorso (8 gare), dove ha imparato (con discreti risultati), a giocare più basso e non trequartista. Infine l'orbetellano Matteo Abbate, mai però in biancorosso.

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