Il Tirreno

Grosseto

La vittoria di esordio contro il Gubbio ha riportato entusiasmo nel clan e tra i tifosi

Com'è bravo questo Grifone

Paolo Franzò
<b>IMPRENDIBILE.</b> Caridi sfugge ad Almini
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IMPRENDIBILE. Caridi sfugge ad Almini

Ugolotti sa fargli cambiare modulo a seconda delle necessità

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 GROSSETO. Sulle montagne russe della serie B, il Grifone sceglie il punto di partenza più alto, nel tentativo di planare nel giorno del centenario nella posizione finale più favorevole. La bella vittoria con il Gubbio regala per il momento la gioia dei primi tre punti stagionali.  Gioia unita alla consapevolezza (se mai ce ne fosse stato bisogno) che il campionato è tutta un'altra storia. Se qualcuno aveva sentito suonare dei campanelli d'allarme, dopo la bruciante sconfitta di Parma in Coppa, beh ha dovuto ben presto rimettere nel cassetto quella voglia di polemica e di critica, tipica della gente di Toscana.  Nella gara d'apertura del nuovo campionato abbiamo prima di tutto capito che siamo di fronte a un allenatore "vero". Uno che crede nella cultura del lavoro, non soltanto a parole, ma soprattutto nei fatti. Gara iniziata col 4-4-2, modulo cambiato in corsa nella ripresa; il tutto dopo aver giocato in ben altra maniera, per buona parte di questa estate. L'aveva detto fin dall'inizio, il mister, di non volere una squadra che sapesse interpretare un solo modo di stare in campo.  Quanto visto con il Gubbio testimonia, al di là del risultato e di quelli che seguiranno nelle prossime gare, che davvero questo Grosseto sa giocare con moduli diversi, a seconda dell'avversario, a seconda delle proprie condizioni. Un Guido Ugolotti che bagna il debutto in B con una bella, quanto meritata vittoria. Sua assai più di quanto non voglia ammettere, quando con grande onestà e modestia dice di essere contento per i suoi ragazzi che tanto lavorano durante la settimana, per cercare di migliorare.  Tutti in casa Grosseto, al momento parlano al plurale: «vittoria del gruppo, grazie a questo o a quel giocatore, una vittoria che fa morale, sono contento per la squadra». Nessuno si pone al centro e questo vuol dire che la costruzione del gruppo è decisamente a buon punto. Bearsi oggi di questa vittoria non avrebbe senso. Sono 3 punti buoni che restano e resteranno in classifica, tanto basti. Nessuno abbandoni adesso neppure per un momento quella cultura del lavoro di cui sopra.  La doppia trasferta, da Bergamo a Reggio Calabria, che attende il Grifone nelle prossime ore, è un volo di una difficoltà enorme che richiederà alla squadra tutta unità d'intenti. Una sorta di "uno per tutti e tutti per uno", con Ugolotti che si avvia verso un corposo turn over. Lupoli, Gerardi, Giallombardo, Zanetti, Da Silva e gli altri si preparino. Nessuno qui può sognarsi di avere il posto fisso in questo Grosseto, a meno di non giocare gare "mostruose" come quella di Caridi.  Oggi viene facile dire che il Gubbio era poca cosa. Ma cosa si diceva invece alla vigilia della gara, dopo che gli umbri avevano sbancato il campo dell'Atalanta in Coppa Italia? Ciofani, Bazzoffia e Giannetti, a Grosseto non l'hanno mai vista, eppure a Bergamo avevano fatto i fenomeni.  Vero che il campionato non è la Coppa, ma anche vero che la difesa biancorossa, dopo essere sembrata traballante tutta l'estate, contro il Gubbio ha giocato una partita di grandissima concentrazione, tanto appunto, da non concedere nulla. E dire che in mezzo giocavano Federici e Padella: quasi un'invenzione tutta nuova. A questo, aggiungiamo la bellezza di vedere il calcio che ancora sa regalare Gigi Consonni che oggi è come la ciliegina di questa bella torta.

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