Sicurezza
A vela in solitaria verso il Brasile
Michele Nannini
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IN SOLITARIA. Il velista davanti al suo Dagadà Ventitré giorni di navigazione: Gesi ci riprova con Dagadà
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FOLLONICA. L'avventura è iniziata: oggi Simone Gesi parte da Follonica in direzione La Rochelle, in Francia, dove il 25 settembre prenderà il via la diciassettesima edizione della "Transat 6.50", la più solitaria delle regate, che porterà i partecipanti (a ieri sono più di 80 gli aventi diritto al via) dal porto del dipartimento Charente Maritime a Salvador de Bahia in Brasile dopo circa un mese di traversata. Compagno di viaggio di Simone Gesi l'ormai fido "Dagadà - Spirito di Maremma", la stessa imbarcazione con la quale il timoniere follonichese affrontò l'edizione del 2009 della Transat ritirandosi al termine della prima tappa a Funchal, Madeira, per la rottura dell'autopilota. Una impresa che fu comunque leggendaria, ovvero navigare più di una settimana praticamente senza staccarsi mai dal timone, tanto che all'arrivo nell'isola portoghese una vera e propria ovazione lo accolse all'entrata in porto. Stavolta Gesi ed i suoi partner sperano in una miglior sorte, tanto che non hanno risparmiato importanti interventi strutturali sulla barca: albero e vele nuove, modifiche alle manovre, pesi ottimizzati e soprattutto tre autopilota montati su Dagadà. Che, dal suo arrivo in Francia fra un paio di giorni, avrà un mese di tempo per mettere a punto gli ultimi dettagli prima della partenza. A salutarlo ieri mattina tutto lo staff del Gruppo Vela Lni di Follonica, dove Gesi è istruttore, l'assessore provinciale Cinzia Tacconi ed il rappresentante della Federvela Fausto Meciani. «Stavolta parto più sereno - spiega Gesi - la barca è più preparata, ci sono 3 autopilota a bordo, le modifiche sono già state testate e soprattutto da ora in poi dovrò solo pensare ad allenarmi mentre nel 2009 la mia partecipazione rimase in sospeso fino a pochi giorni dal via. È un approccio psicologico migliore e c'è la speranza di fare una buona traversata, anche se quando affronti da solo l'Atlantico non sai mai a cosa vai incontro. Nel 2009 fu la prima volta in assoluto, adesso so cosa mi posso aspettare e c'è molta più consapevolezza dei propri mezzi e della difficoltà dell'impresa. Saremo nove equipaggi italiani, i più numerosi dopo i francesi, fra di noi c'è grosso rispetto reciproco e se serve anche collaborazione». Partner dell'impresa, oltre al comune di Follonica ed alla Provincia, anche aziende importanti come Tag Heuer, Officina dello Sport, Merlini Consulting, la Lega Navale e numerosi appassionati riuniti nel comitato "4236 miglia" che da 3 anni sostiene Gesi nella sua avventura. «Simone porta in giro per il mondo il nome della Maremma - il saluto di Cinzia Tacconi - è una delle eccellenze di questo territorio e lo sosteniamo con convinzione». Tempo previsto per completare la traversata circa 31 giorni: 7-8 per arrivare a Madeira, altri 23 per giungere in Brasile dopo la prima tappa. Il conto alla rovescia è iniziato.
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