Il dolore
«Orbetello iscritto, ecco il progetto»
Paolo Mastracca
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PRESIDENTE. Palmiro Bosi Il presidente Bosi: puntiamo sui giovani e vogliamo risanare i conti
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ORBETELLO. A Orbetello la squadra di calcio è sempre stata l'orgoglio della cittadina lagunare. Anche se i fasti degli anni '60 sono lontani, il sentimento degli orbetellani verso la maglia biancoceleste è rimasto invariato. In queste settimane si sono rincorse voci allarmanti sul futuro della gloriosa Us Orbetello: si parla di esodo dei giocatori, di dirigenti dimissionari e addirittura della mancata iscrizione della squadra alla prima categoria. A fugare ogni dubbio ci pensa il presidente Palmiro Bosi: «Posso smentire. Ci siamo già iscritti». Si parla di esodo. Cosa c'è di vero? «Niente. Abbiamo deciso un ricambio dei giocatori puntando su coloro che hanno mostrato sensibilità». Però sono andati via alcuni pezzi da novanta come i gemelli Negrini. «Andrea e Luca Negrini sono svincolati ed hanno scelto di andare al San Donato. Sono due ragazzi bravi, gli auguro tanta soddisfazione e spero che tra qualche anno possano nuovamente indossare la nostra maglia. Abbiamo ceduto a titolo definitivo solo Culmone al San Donato e il portiere Fortunati al Sorano. Abbiamo prestato alla Marsiliana il giovane portiere Luca Sabatini che potrà maturare la necessaria esperienza. Mi sembra un po' poco per parlare di esodo». Quali sono i vostri obiettivi? «L'obiettivo primario è quello di risanare la società. Stiamo rateizzando con Equitalia una cartella di pagamento per la fornitura di acqua di 30.000 euro risalente agli anni 90 che con gli interessi ha raggiunto quota 36.000 euro. Malgrado ciò non abbiamo pendenze con nessuno, siamo in regola con tutti i rimborsi spese». Sul piano agonistico cosa promette? «Da 21 anni l'Orbetello è in Prima. L'unico anno che ha cambiato categoria è sceso in seconda, mi sembra ingeneroso chiedere a questa società di salire in Promozione». Vuol dire che lotterete per la salvezza? «Non credo che la nostra squadra sia inferiore alle altre. Siamo una società corretta e sono anche convinto che nessuna possa insegnarci nulla. Aggiungo che il mio mandato dura altri tre anni, per cui se qualcuno culla il sogno di sostituirmi si metta il cuore in pace, me ne vado solo se rassegno le dimissioni».
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