Sicurezza
Il nuovo Woods cresce a Punta Ala
Enrico Giovannelli
Domenico Gemignani ha solo 15 anni, ma è una promessa
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PUNTA ALA. Ha solo quindici anni ma è già considerato un campione di golf, l'erede del mitico Tiger Woods. Domenico Gemignani è un ragazzone nato in Martinica da papà romagnolo e mamma caraibica (di Santa Lucia), ma è cresciuto in Florida a Bradenton. Il suo fisico è già molto sviluppato per la sua età, porta addirittura il 47 di piede, e negli ultimi anni si è messo in luce centrando già numerosi titoli: a 12 anni aveva lo stesso handicap di Woods, e si poteva vantare di aver vinto il campionato italiano under 12 e 14 nello stesso anno, primo nelle classifiche di rendimento americane e italiane, che lo stanno consacrando come un nuovo astro nascente della disciplina. Domenico non è la prima volta che viene a Punta Ala. Tutto è nato dall'amicizia con Lorenzo Damiani della Bussola, dove è ospitato insieme a babbo Roberto. A casa invece la mamma e il fratello Sergio, il suo caddy: «Avevo iniziato a giocare a tennis proprio con mio fratello più grande - racconta Domenico. Poi è arrivata la passione per il golf». E da qualche anno i risultati lo stanno proiettando in un'altra dimensione. L'ultima prova le Alps Tour, con i grandi, al golf club le Fonti: "Dom" ha superato il taglio e si è classificato alla fine 25º. E poi ha giocato anche all'Open d'Italia, senza contare le gare fra i professionisti come al West Florida Tour. Insomma una carriera ben avviata, come quella dei fratelli Edoardo e Francesco Molinari e Matteo Manassero, che nei prossimi giorni potrebbe raggiungere proprio Gemignani al golf club di Punta Ala per giocare insieme qualche buca. Domenico al momento ha solo un obbiettivo preciso: «Ho finito la scuola superiore (un corso avanzato) e voglio diventare un professionista». In Italia lo segue Alberto Binaghi, una bella carriera da professionista, che dosa i complimenti: «Qui a Punta Ala su un campo bellissimo e molto tecnico, stiamo lavorando per i prossimi campionati europei in Svezia - racconta il coach - poi gli assoluti, e gli under 18 in Inghilterra per il campionato British Boys. Domenico è un ragazzo di talento, ma deve fare un passo alla volta». L'allenamento è intenso: campo pratica, un giro da almeno 18 buche e il putting green. A vederlo provare lo swing è uno spettacolo: la potenza, con il drive raggiunge i 300 metri, è forse il suo colpo migliore, ma Binaghi sentenzia subito: «Domenico ha buone mani ed è molto sensibile, due doti importanti in questo sport». Al golf club di Punta Ala se lo coccolano tutti, compreso il segretario Maurizio Serafin: «Per noi è una bella soddisfazione poter veder giocare un simile campioncino. Il tifo per lui è garantito».
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