Il dolore
L'Oscar di Grosseto
Maurizio Caldarelli
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A LONDRA. Oscar Pistorius in gara; a sinistra con gli amici del baseball GrossetoIl campione paralimpico pochi giorni fa ha fatto il tempo per Mondiali e Olimpiadi: adesso si allena in Friuli ma in Toscana è di casa
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GROSSETO. «L'atletica mondiale ha bisogno di personaggi come Oscar; la sua qualificazione per i prossimo Mondiali in Corea e per i Giochi di Londra può far solo bene a tutto il movimento». Andrea Giannini, preparatore grossetano di Pistorius nella passata stagione agonistica («Mi avrebbe voluto al suo fianco anche adesso, ma i miei impegni a Vigevano me l'hanno impedito. Vediamo per il 2012»), esulta dopo il raggiungimento del minimo olimpico sui 400 metri.
Un risultato storico, ottenuto pochi giorni fa ma che in qualche modo era nell'aria. «Sì, per molti versi me l'aspettavo - aggiunge - Dopo aver fermato il cronometro a 45"60 a marzo era praticamente matematico scendere sotto i 45"10. Sono contento che sia riuscito a centrare questo obiettivo. Oscar è un ragazzo davvero speciale, un esempio per tutti; soprattutto lui dimostra che nessun traguardo è precluso a nessuno, se lo si persegue con determinazione».
A distanza di qualche giorno dall'impresa di martedì a Lignano, Pistorius è ancora incredulo ma comunque molto realista. I riflettori sono tutti puntati su di lui, già viene pronosticato tra le star dell'Olimpiade britannica, ma lui rimane tranquillo e sereno, come sempre. Non è certo tipo da tirarsela.
«Il mio obbiettivo ora è confermare il tempo di 45"07 che mi ha permesso di accedere ai Mondiali di Corea e alle Olimpiadi di Londra», dice il campione paralimpico sudafricano, detentore dei record mondiali sui 100, 200 e 400 metri piani. «Non voglio porre limiti alla mia carriera - spiega ancora Oscar - ma obbiettivamente non penso nell'immediato di battere il mio tempo migliore, anche se potrei farcela continuando un duro allenamento nei prossimi due anni».
Pistorius, il primo atleta amputato bilaterale che correrà a fianco di atleti normodotati ai Mondiali e alle Olimpiadi, ha le idee chiare anche sul piano tecnico. «Per me, per il mio fisico, i 400 sono la gara ideale. Non credo - aggiunge - per ora di cimentarmi sui 100 e sui 200 e neanche sulle distanza più lunghe».
Pistorius, che ha fatto registrare il 14º tempo assoluto del 2011, dopo essere stato un mese a Portland negli Stati Uniti, si sta allenando a Gemona, poi il 30 luglio partirà per Budapest dove gareggerà il giorno successivo, poi in agosto rientrerà nella cittadina friulana dove, dopo una settimana di pausa in Sud Africa, farà ritorno per continuare il suo allenamento in vista dei mondiali di fine agosto a Daegu.
«Speriamo e pensiamo di riportarlo in Maremma - auspica Giannini - per preparare i Giochi di Londra, anche se il campione sudafricano è diventato richiestissimo in tutto il mondo».
Se Pistorius potrà tra qualche settimana gareggiare con i normodotati per una medaglia mondiale, il merito è sicuramente della forza di volontà dell'atleta, del lavoro fatto con l'allenatore Ampie Louw, ma c'è anche un cuore grossetano in questa qualificazione: «D'accordo con il suo allenatore - spiega Giannini, ex campione nel salto con l'asta - ho preparato insieme a Francesco Ambrogi e Sebastiano Zuppardo (sono gli artefici della longevità sportiva di Alessandra Sensini, ndr) uno studio posturale, che ha portato a preparare un programma specifico per la palestra teso ad aumentare il tono muscolare. Siamo contenti che Louw abbia creduto in noi e devo dire che adesso anche dal punto di vista dello stile Pistorius corre davvero bene, ha una bella stabilità nella corsa e sono convinto che può migliorare ulteriormente un tempo che avrebbe potuto fare già l'anno scorso, se non ci fossero stati gli Europei di luglio nel mezzo della preparazione».
Un risultato storico, ottenuto pochi giorni fa ma che in qualche modo era nell'aria. «Sì, per molti versi me l'aspettavo - aggiunge - Dopo aver fermato il cronometro a 45"60 a marzo era praticamente matematico scendere sotto i 45"10. Sono contento che sia riuscito a centrare questo obiettivo. Oscar è un ragazzo davvero speciale, un esempio per tutti; soprattutto lui dimostra che nessun traguardo è precluso a nessuno, se lo si persegue con determinazione».
A distanza di qualche giorno dall'impresa di martedì a Lignano, Pistorius è ancora incredulo ma comunque molto realista. I riflettori sono tutti puntati su di lui, già viene pronosticato tra le star dell'Olimpiade britannica, ma lui rimane tranquillo e sereno, come sempre. Non è certo tipo da tirarsela.
«Il mio obbiettivo ora è confermare il tempo di 45"07 che mi ha permesso di accedere ai Mondiali di Corea e alle Olimpiadi di Londra», dice il campione paralimpico sudafricano, detentore dei record mondiali sui 100, 200 e 400 metri piani. «Non voglio porre limiti alla mia carriera - spiega ancora Oscar - ma obbiettivamente non penso nell'immediato di battere il mio tempo migliore, anche se potrei farcela continuando un duro allenamento nei prossimi due anni».
Pistorius, il primo atleta amputato bilaterale che correrà a fianco di atleti normodotati ai Mondiali e alle Olimpiadi, ha le idee chiare anche sul piano tecnico. «Per me, per il mio fisico, i 400 sono la gara ideale. Non credo - aggiunge - per ora di cimentarmi sui 100 e sui 200 e neanche sulle distanza più lunghe».
Pistorius, che ha fatto registrare il 14º tempo assoluto del 2011, dopo essere stato un mese a Portland negli Stati Uniti, si sta allenando a Gemona, poi il 30 luglio partirà per Budapest dove gareggerà il giorno successivo, poi in agosto rientrerà nella cittadina friulana dove, dopo una settimana di pausa in Sud Africa, farà ritorno per continuare il suo allenamento in vista dei mondiali di fine agosto a Daegu.
«Speriamo e pensiamo di riportarlo in Maremma - auspica Giannini - per preparare i Giochi di Londra, anche se il campione sudafricano è diventato richiestissimo in tutto il mondo».
Se Pistorius potrà tra qualche settimana gareggiare con i normodotati per una medaglia mondiale, il merito è sicuramente della forza di volontà dell'atleta, del lavoro fatto con l'allenatore Ampie Louw, ma c'è anche un cuore grossetano in questa qualificazione: «D'accordo con il suo allenatore - spiega Giannini, ex campione nel salto con l'asta - ho preparato insieme a Francesco Ambrogi e Sebastiano Zuppardo (sono gli artefici della longevità sportiva di Alessandra Sensini, ndr) uno studio posturale, che ha portato a preparare un programma specifico per la palestra teso ad aumentare il tono muscolare. Siamo contenti che Louw abbia creduto in noi e devo dire che adesso anche dal punto di vista dello stile Pistorius corre davvero bene, ha una bella stabilità nella corsa e sono convinto che può migliorare ulteriormente un tempo che avrebbe potuto fare già l'anno scorso, se non ci fossero stati gli Europei di luglio nel mezzo della preparazione».
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