Sicurezza
«Ho avuto paura di retrocedere»
Pierluigi Sposato
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PRESIDENTE Piero Camilli nel corso della conferenza stampa di ieri allo stadio Zecchini Camilli: quest'anno non voglio commettere gli stessi errori
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GROSSETO. «Dopo tanti anni mancavano gli stimoli giusti a tanti giocatori. E io l'anno passato ho avuto paura di retrocedere. Non sono abituato a lottare per non retrocedere. Confesso di essere stato preso dal panico. Per questo motivo ho deciso di cambiare tanto, se non tutto. Se il Grosseto va in C, il calcio qui chiude». Piero Camilli a tutto campo nel corso dell'incontro con gli organi di informazione prima della partenza per le ferie. E alla vigilia della partenza della squadra per il raduno di Cavedago. Il patron spiega, aspetta domande, dribbla su alcune risposte, fa battute, strappa sorrisi all'uditorio, al quale come di consueto si sono aggiunti alcuni tifosi. Luciano. C'è il figlio accanto a sé. Anzi, Camilli non comincia a parlare se non c'è Luciano accanto a sé al tavolo della sala stampa dello Zecchini. «Vi ricordate? Lo portavo io quando era alto così. Adesso mi porta lui. Siamo legati davvero come famiglia». Nessun passaggio di consegne né affidamento di incarichi ufficiali: ma è chiaro che la presenza di «Lucianino» ha un significato. Bilancio. «L'anno scorso è stato il peggiore della mia presenza a Grosseto. Eravamo abituati in maniera diversa. Speriamo ci serva di lezione. Non dobbiamo fare gli stessi errori». Stimoli. «Ho rinnovato la squadra, altro che conferme! Ne mancano più di 11 rispetto all'anno passato. A chi era in scadenza, non ho rinnovato il contratto, gli altri sono tornati alle loro società. Dopo tanti anni mancavano gli stimoli: e in serie B non ti regala niente nessuno. Ho tenuto i migliori: Crimi e Sforzini mi sono costati tanto. Ho rinforzato la squadra nei punti critici: ma se c'è ancora da fare qualche movimento, lo facciamo. Qualcosa che manca già ce l'ho nella testa. Vediamo se Ugolotti chiede». Obiettivi. «Il programma è tenere la categoria. E niente altro. Credo che si sia atrofizzato il sistema cerebrale di qualche giocatore ma anche di qualcun altro. Questo è il quinto anno che facciamo la serie B: vorrei solo che la gente capisse questo». Giovani. «I giovani portano soldi: non in più però. Il 17% è legato al minutaggio dei giovani. L'anno scorso siamo stati la 5ª-6ª squadra per l'impiego dei giovani. E negli ultimi anni, a parte le squadre retrocesse dalla B, siamo quelli che abbiamo avuto i punteggi più alti». Politica. «Bonifazi? Non mi dispiace che sia stato rieletto - dice a proposito della polemica nella quale era stato tirato dentro alla vigilia della tornata elettorale - Ma io faccio solo gli interessi dell'Us Grosseto. Mi auguro che l'amministrazione ci stia ancora più vicina, che capisca il messaggio». Amichevole. «Quella con la Roma non si farà, pare che Luis Enrique non voglia. Faremo qualcos'altro». Abbonamenti. «Anche quest'anno non toccheremo le tariffe, anche se le spese aumentano. Bisogna capire che le famiglie hanno troppe spese. Però dico questo: in poltrona si può vedere una commedia, un film, non una partita. Una partita si vede allo stadio. Mi inc... quando vedo che gli abbonamenti sono in calo anno dopo anno: la squadra è sempre quella e noi facciamo sempre bene». Il mister. «Guido Ugolotti è un ottimo allenatore. Non è una scommessa, ha fatto bene alla Roma, ha fatto sempre bene in C. Ho voluto prima parlare con più allenatori per capire. A Ugolotti ho chiesto che la squadra prenda meno gol. Per me la partita ideale deve finire con la vittoria per 1-0, fuori casa magari. Qui in questo senso il più bravo è stato Pioli. Mi auguro che la squadra quando va in vantaggio tenga il risultato». Settore giovanile. «In dieci anni dalle squadre giovanili è uscito solo Asante. Un po' poco. Dobbiamo riuscire a vendere 1-2 pezzi all'anno. L'anno scorso andò molto bene, non solo per Pinilla: riuscimmo a vendere Pichlmann. Quest'anno invece nulla: abbiamo lavorato per gli altri. Per noi male e bene per gli altri. Cancelliamolo, l'anno scorso. Quindi ho voluto gente nuova. Così è arrivato Argenio». Organigramma. Camilli rimanda la definizione dei compiti dei suoi collaboratori: «Vi farò avere un fax», sintetizza. Ma prima spiega che Mirra sarà di supporto tecnico a Gazzoli, il quale avrà il compito che aveva Cipollini, e che Scalone si occuperà della parte commerciale e dei rapporti con l'amministrazione comunale. «Con Argenio collaborerà Madau, se ci sarà modo, altrimenti no. E comunque, al di là dei ruoli, comando io: con la Lega ci parlo io. Pago io e anzi per questo non ho trovato nessun sostituto...» sorride. I nuovi. «Lupoli mi è costato dei soldi. Ma quest'anno ho voluto cambiare filosofia: puntare più sul patrimonio giocatori. Formiconi ha fatto bene a Benevento, Bianco anche lui era partito bene e poi si era perso. Mancino mi intriga: c'è, è con noi, parte per il ritiro. L'anno scorso volevo Cutolo ma poi ho dato retta al direttore sportivo: ho sbagliato, devo fare di testa mia». Dei direttori sportivi del passato, comunque, non vuole dire nulla: «Non si parla delle persone assenti». I confermati. «Allegretti mi ha deluso. Vediamo quest'anno quanto dipende da lui e quando dall'ambiente. Comunque una cosa deve essere chiara: insieme a Consonni non può giocare. Con i portieri siamo a posto: abbiamo giocato per tre anni senza! Adesso che li abbiamo trovati...». Il patron ha parole poco lusinghiere nei confronti di Papa Waigo: e utilizza una serie di termini dialettali, sinonimi tra di loro, per far capire che non lo ha mai stimato e che i risultati sono stati più che deludenti. Pisa. «Non rispondo sul Pisa. Vi dico sempre che nel rapporto tra le due squadre, il Grosseto è sempre stato tutelato».
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