Gioco
La storia/1. Tredicesimo posto in 27 ore per il tesserato Marathon Bike
Max, la testa conta quanto le gambe nei micidiali saliscendi della Nove colli
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DI ACCIAIO. Max Taliani 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Ha corso per 27 ore, per 202 km, con la rigidità rappresentata dalle scadenze orarie ai famigerati "cancelli". È arrivato 13º assoluto, tra i primi italiani. E già l'essere arrivato è stata un'impresa. Massimiliano Taliani, pianese tesserato con il Marathon Bike di Grosseto, sulle orme di Silvia Sacchini, sua compagna di squadra, unica italianaa l'anno passato ad arrivare al traguardo. Ha corso la "Nove Colli", considerata dagli addetti ai lavori l' ultra maratona più dura al mondo. Per lui - esperto maratoneta, titolo italiano conquistata nel 2010 a Torino - era la terza volta al via a Cesenatico. «Anche quest'anno il caldo non è mancato - racconta Max - con l' aggiunta di un umidità alta, che ha messo in difficoltà i partecipanti. Si dice che la prima difficoltà sia già pensare di iscriversi: sono gare dove la testa conta quanto le gambe. Hai molti avversari, i tempi da rispettare, un tot km in un certo tempo altrimenti sei fuori, salite e discese spacca gambe, escursione termica tra giorno e notte e naturalmente i 200 km che corrispondono a 5 maratone una dietro l'altra. Io per la terza volta c'ero e per tre volte l'ho finita». Prima di tutto «un bacio a mia moglie che vedrò il giorno dopo all'arrivo, la benedizione del prete. La mia maglia è la più ammirata perché ha due dediche: una per Vittorio Arrigoni e la sua frase "Restiamo umani", sul retro altra scritta per la pace "Senza armi nessuna guerra". Si parte e sei solo con te stesso». I cancelli, il ristoro, una sedia rifiutata per paura di non rialzarsi, la notte, le lucciole, i versi degli animali; poi il mega ristoro del Barbotto, con «pasta, birra, musica e la sacca, con la tua roba che l'organizzazione ti ha portato fino a li. Ti cambi, ti metti maglia più pesante e pantalone lungo, la notte fa freddo, mangi un po' di pasta, riparti». Dolori, paure, l'alba, il caldo che torna. «Intanto passano i ciclisti che ti incoraggiano, ti offrono sali ed acqua e dicono che siamo veramente grandi». «Alzo gli occhi e vedo il grattacielo di Cesenatico, ultimi 5 km. Aumento la velocità, non sento più dolore né fatica. Accelero: 4,30 al km, ultimo ponte, c'è mia moglie che mi aspetta. E mi tuffo tra le migliaia di persone che ti salutano. Un bacio a mia moglie e taglio il traguardo. Tredicesimo assoluto, 27 ore, niente male per un amatore». (p.s.)
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