Il Tirreno

Grosseto

«Finalmente, dopo tanta gavetta»

Paolo Franzò
<b>MISTER</b> Guido Ugolotti
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MISTER Guido Ugolotti

Ugolotti approda a Grosseto: voglio una squadra organizzata

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 GROSSETO. Nessuna sorpresa dell'ultima ora; Guido Ugolotti è il nuovo tecnico del Grifone. «Sono felice di essere qui - dice Ugolotti - dopo tanti anni passati nelle categorie inferiori, era il momento di provare un'esperienza nuova che per altro, mi affascina molto, dopo tanta gavetta». Per lui che certo non è di primo pelo, a differenza di altri ex giocatori, la serie B in effetti arriva anche in ritardo.  «Ognuno ha il suo percorso. Io del resto avevo passato prima molti anni nel settore giovanile della Roma, prima di passare alle prime squadre». Ugolotti arriva con un contratto per una sola stagione, poi si vedrà. Ma che squadra sarà il prossimo Grosseto? «Mi auguro una squadra organizzata, al di là del modulo, una squadra con giocatori che abbiano la stessa voglia mia e del presidente. Voglia di affermarsi, motivati. Non so dire per adesso che squadra avrò a disposizione, è presto». E che campionato s'immagina? «Presto per dirlo. Ma certamente ci sono squadre dal grande blasone che spenderanno molto per cercare di tornare nella massima serie. Poi, molte squadre che invece investiranno sopratutto nei giovani. Potrebbe venir fuori un campionato spaccato in due. Staremo a vedere». Col Grosseto che stando alle prime intenzioni dovrebbe essere proprio una di quelle che punterà molto sui giovani: «Non lo so. Ancora di questo non abbiamo parlato».  Con Ugolotti, arriva anche una vecchia conoscenza del calcio italiano, quell'Alessandro Mannini, padre del giocatore del Napoli, negli anni di Anconetani, portiere di quel Pisa in A. Mannini arriva proprio come preparatore dei portieri, ruolo ricoperto anche nel Viareggio del diesse Gazzoli: «Siamo anche stati compagni di squadra», ricorda ancora Ugolotti. Con il neo allenatore del Grifone che già in passato, era stato a un passo dalla panchina del Grosseto: «Camilli mi aveva cercato, è vero, ma a quel tempo, avevo già dato la mia parola alla Sambenedettese». Impossibile al momento parlare di modulo. Di lui si dice che sia aperto ad ogni tipo di calcio. Tutto fuorché un integralista, quanto un allenatore al servizio delle caratteristiche dei giocatori a disposizione, piuttosto che il contrario. Come a dire che il modulo lo farà la campagna acquisti e non certo l'opposto. Per lui, la sfida più grande sarà quella di provare a essere il primo a durare tutta la stagione sulla panchina biancorossa.

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