Il Tirreno

Grosseto

«Basta, non giochiamo più»

<b>CAPITANO.</b> Un primo piano di Luca Bischeri
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CAPITANO. Un primo piano di Luca Bischeri

Bischeri e De Santis annunciano l'inizio dello sciopero

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 GROSSETO. Sono stati Luca Bischeri e Riccardo De Santis a... mettere la faccia in conferenza stampa nel momento più buio del Grosseto dalla retrocessione del 1979. I due, compagni di "batteria" fin da ragazzi, si sono presentati in sala stampa per dire la loro. Bischeri lo ha fatto nella veste di capitano; De Santis ha voluto essere vicino all'amico per precisare alcune questioni che gli stanno particolarmente al cuore.  Entrambi hanno cercato di chiarire la situazione e di spiegare il perché si è arrivati alla minaccia di uno sciopero.  Il primo a prendere la parola è stato Bischeri.  «Sono qui in rappresentanza di tutta la squadra - ha esordito il capitano - Devo dire che abbiamo preso una decisione sofferta e grave: con la gara di questa sera abbiamo finito di allenarci e di giocare se non arriveranno i rimborsi spese che stiamo aspettando da tempo. Ci dispiace per la nazionale italiana e per il suo allenatore Marco Mazzieri che avrebbe festeggiato il ritiro della maglia, ma non ci sono i presupposti per continuare».  «Per la prima volta - aggiunto Bischeri - abbiamo una posizione comune anche se le motivazioni di disagio all'interno della nostra squadra sono diverse da persona a persona, con alcuni giocatori in condizioni veramente pessime».  «Sono arrivato nel 1997 - ha sottolineato invece il lanciatore - in un ambiente da compagni di merende, in cui tutti abbiamo dato il massimo per creare un ambiente costruttivo e professionale e i risultati raggiunti in 10 anni stanno lì a dimostrarlo. Oggi a Grosseto non è più possibile farli, dopo 3/4 anni in una situazione insostenibile, lavorare dignitosamente ed andare in campo e onorare al meglio la maglia che portiamo. La prima cosa che devo dire è che non c'è rispetto e riconoscenza per le persone che vengono da fuori che non sono mantenute in maniera dignitosa. Stiamo facendo una figura di m... con ragazzi che stanno dando tanto come De Donno, Bittar, Morellini e poi tutti gli stranieri. Non sta a me giudicare perché alcuni giocatori siano in condizioni economiche così disastrate, ma se ci prendiamo l'impegno di pagarli e con quei soldi devono mangiare dobbiamo farlo».  «Detto questo - prosegue De Santis - chiarisco che la motivazione della nostra scelta non è dettata dal rimborso spese, che è l'unico appiglio che abbiamo nei confronti della società. Noi sottolineiamo infatti la mancanza di organizzazione, di assistenza medica che, dopo aver avuto uno staff di prim'ordine che ha avuto i mezzi giusti per lavorare, quello di oggi viene a trovarsi in una situazione di carenza di risorse e apparecchiature da utilizzare tant'è che i giocatori infortunati non possono fare le terapie necessarie per rientrare prima possibile».  «Devo dare atto al presidente Ferri - conclude Riccardo - che ha ereditato una castagna bollente e quindi non possiamo addossare a lui tutte le colpe, però se questa era la situazione, la società avrebbe dovuto fare scelte diverse: meglio non far venire giocatori da fuori se poi vengono trattati così. Concludo dicendo, però, che stasera (sabato, ndr) abbiamo fatto una pessima figura e questa è solo colpa nostra: in campo si va con un altro spirito». F.M.

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