Gioco
Follonica: un 84enne e il suo pezzo di terra che stupisce
Tutti pazzi per l'orto perfetto di "Mille" L'erba del vicino è davvero la più bella
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MAESTRO Erio Mille Rocchi nel suo orto perfetto 2 MINUTI DI LETTURA
FOLLONICA. «L'orto perfetto, a Follonica, è quello di Mille». Lo ammettono anche gli altri ortolani che transitano da Via Cassarello in fondo in via Emilia, dove l'asfalto finisce e inizia lo sterrato, verso Salciaina e Campo Cangino. Sono quelli che quotidianamente, anche due volte al giorno, si avviano ai loro piccoli appezzamenti di terra "recintati, dove si coltivano erbaggi, verdure e alberi da frutta", i famosi orti che sono ancora oggi legano la Maremma al suo antichissimo cuore contadino. «Spesso ci fermiamo a controllare - dicono tra gli altri il Biondi, Codini, Villani e Matassi - le perfette simmetrie dei solchi, le continue vangature e annaffiature del terreno, l'allineamento della canne, l'alternarsi delle colture nelle varie stagioni». Difficile trovare qualche difetto nell'orto di "Mille", il soprannome con il quale è conosciuto Erio Rocchi, nato nel 1927, vissuto nel podere San Giacomo tra Scarlino e Gavorrano e poi stabilitosi a Follonica dal 1956, abile carpentiere edile alle dipendenze, tra le altre, delle ditte Sillari, Zambernardi, Canneri. Quella di "Mille" rappresenta anche una "architettura verde", in linea con la tradizione della Maremma, del comprensorio e della città del Golfo, dove "l'orto" era già in auge a metà nel 1800. In quel periodo gli orti erano dentro e appena fuori la grande fabbrica curati da operai e impiegati. Gli orti accompagnarono di pari passo quel rilancio europeo dell'industria metallurgica dell'Opificio del Ferro, voluto da Leopoldo II di Lorena". La tradizione orticola è poi continuata nel 1900, ed è viva ancora oggi, anche se minacciata dall'espansione urbana e dalla continua richiesta di trasformare i terreni agricoli in aree edilizie. «A fare l'orto - racconta da parte sua il maestro Mille - iniziai da piccolo a otto anni. M'insegnò il mi' nonno materno Giovanni Macii, e anche a Follonica ho proseguito nel dedicare il mio tempo libero alla produzione di pomodori, insalate, melanzane, peperoni, zucchini, fagiolini, fragole, e via dicendo». «Questo, molto probabilmente, sarà il mio ultimo orto - conclude Erio "Mille" Rocchi - la mia età, ottantaquattro anni sono tanti, la salute e gli impegni familiari crescenti, mi hanno indotto a comunicare ai Pantaloni, proprietari del fondo, di cercare un altro ortolano. Da quest'estate la rotazione del ciclo colturale terminerà; altri ortaggi non saranno messi a dimora nel terreno in fondo a via Emilia». C'è chi comunque non crede alle sue parole e ha suggerito a "Mille" di non "chiudere" l'orto ma semplicemente di ridurlo: «Le passioni si sa sono dure a morire», si dice. Sperando che l'orto perfetto resista ancora un po'. M.M.
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