Il Tirreno

Grosseto

L’intervista. Teuber oggi torna in Cile senza mai aver potuto indossare la maglia biancorossa

«Quella sera io non andai in discoteca»

<b>IN PARTENZA</b> Samuel Teuber attaccante cileno di 24 anni
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IN PARTENZA Samuel Teuber attaccante cileno di 24 anni

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 GROSSETO. «Due cose mi sono dispiaciute moltissimo: di non aver potuto giocare a causa degli infortuni e di essere stato indicato come uno, che invece di pensare alla partita del giorno dopo a Reggio Calabria, va in discoteca. Io la sera prima non ci ero andato». Samuel Teuber ha le valige in mano. Oggi riparte per casa sua, per il Cile, da dove era arrivato ai primi di gennaio. Un viaggio di migliaia di chilometri sulle orme di Mauricio Pinilla: non altrettanto fortunato. Anzi.  «Uno stiramento al tendine - spiega - Qui mi avevano messo subito al lavoro duro: ma io arrivavo da tre mesi di stop perché al mio Paese il campionato era fermo. E a casa mia c'erano 32 gradi: e qui 3». Dallo stiramento a una cicatrice che esercitava pressione sul nervo sciatico. Tra aprile e maggio la guarigione: «Ero pronto, almeno per mezza partita. Ma a due partite dalla fine ho avuto un infortunio al collaterale, subìto in allenamento». Avventura chiusa, mai iniziata. Rimasta confinata a certe prodezze viste sul web e mai dal vivo, purtroppo.  «Peccato - aggiunge Teuber - La gente mi dice che avrebbe avuto piacere a vedermi giocare. Mi sento spesso con Pinilla. Lui mi aveva parlato benissimo di Grosseto». E Teuber come si è trovato? «Benissimo. Ho anche imparato l'italiano! Defendi, Giallombardo, Papa Waigo, Alfageme, quelli che stavano alla Principina, si sono comportati benissimo con me». Con il ds Imborgia? «Con lui ho sempre potuto parlare poco». Con il mister Serena? «A lui ho detto che ho sempre avuto una voglia matta di giocare ma che ero dispiaciutissimo di non poterlo fare. Il mister lo sa». E con Camilli? «Lo ringrazio di avermi dato questa possibilità, ma mi è dispiaciuto per quanto ha detto a proposito della discoteca: a Reggio Calabria in discoteca non c'ero, e nemmeno Giovio».  Teuber spiega che non gli va giù che si pensi che lui sia poco professionale, che lo si ricordi solo perché non ha mai giocato e perché avrebbe preferito andare in discoteca: «Io da un mese mi alleno due volte al giorno in palestra. Ho continuato a girare al campo anche nelle ultime due settimane».  E adesso? «Andrò in una clinica sportiva in Cile. Voglio sapere se è tutto a posto, se posso allenarmi e giocare. I miei compagni dell'O'Higgins si stanno preparando alla Coppa del Cile. Mi aspettavano già due mesi fa, ma io volevo giocare in Italia, con il Grosseto». E poi? «E poi spero di tornare in Italia». P.S.

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