Il Tirreno

Grosseto

Cinquant'anni col cuore nel cuore della terra

<b>IN GROTTA </b>Speleologo grossetano durante una escursione
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IN GROTTA Speleologo grossetano durante una escursione

Mezzo secolo di Società speleologica maremmana in mostra

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 GROSSETO. Il 18 gennaio scorso ha compiuto cinquant'anni e ora mette in mostra mezzo secolo di attività ed esplorazioni ricordando i padri fondatori, dal professor Giuseppe Guerrini a Morbello Vergari. La Società naturalistica speleologica maremmana inaugura oggi alle 17 la mostra fotografica del cinquantenario all'interno della Chiesa dei Bigi.  In quel lontano 1961 il primo gruppo di appassionati avvia una campagna di esplorazione delle grotte e delle cavità naturali della provincia di Grosseto che ha portato a scoperte importantissime oltre che alimentare la dotazione di reperti, campioni, fossili e minerali del Museo di storia naturale.  Decine e decine di grotte vengono censite e inserite nel Catasto speleologico regionale appena costituito. All'inizio i campioni interessanti vengono depositati nel centro raccolta in via Latina, in un locale concesso dal Comune in attesa della fondazione del Museo. Già nel 1963 la società speleologica mette a segno la prima scoperta sensazionale: su indicazione del professor Guerrini viene individuato un sito preistorico (Grotta La Fabbrica) di grande interesse perché documenta il passaggio dall'uomo di Neandertal all'uomo moderno. Intanto prende forma il Museo di storia naturale nella sua sede originaria di via Mazzini. Nel 1989 la presidenza dell'associazione passa a Carlo Cavanna e l'associazione trova nuovi stimoli aumentando anche il numero di soci.  Nasce la scuola provinciale di speleologia con una decina di istruttori omologati e vengono promosse conferenze, mostre e iniziative didattiche nelle scuole. Spazio anche alla speleologia urbana con l'esplorazione del sottosuolo cittadino in occasione dei lavori di ripavimentazione. Ma il filone degli studi preistorici resta quello prevalente: fra le scoperte più rilevanti si annoverano la Buca di Spaccasasso nel Parco della Maremma, un sepolcreto con accanto una cava per l'estrazione di polvere di cinabro (2500 a.C.); il Riparo Cavanna a Gavorrano con un ricco deposito musteriano dell'uomo di Neandertal (50.000 a.C.); la Grotta Gianninoni a Talamone con resti fossili di orso delle caverne (30.000 a.C.) e l'Aia del Castellare a Montorsaio, un antico sito di macellazione con resti di animali e strumenti in pietra (170.000 a.C.) ancora in corso di scavo. La società speleologica ha rappresentato inoltre in questi anni un punto di riferimento per studenti impegnati con tesi di laurea nei campi della geologia, dell'antropologia e dell'archeologia.  Nel 1995 l'associazione avvia ricerche archeologiche in Etiopia: a oggi sono dieci le spedizioni nel Corno d'Africa che hanno permesso di scoprire decine di siti preistorici, tra cui molti con pitture e incisioni rupestri. Quest'anno il team dell'associazione raggiungerà il sud dell'Etiopia per allestire un museo etnografico con i reperti raccolti in precedenza. La mostra fotografica è patrocinata dal Comune di Grosseto e sarà aperta tutti i giorni fino a domenica 19 con orario 17-19,30. S.L.

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