Attenzione
Don Ciotti parla di mafia
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Giorgio Ambrosoli Libera Follonica intitolata a Ambrosoli
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FOLLONICA. Don Luigi Ciotti e la giornalista antimafia Letizia Battaglia saranno a Follonica domani per l'inaugurazione del presidio territoriale "Libera Follonica - Giorgio Ambrosoli". Questi due personaggi di rilievo nazionale e internazionale, che hanno dedicato la loro vita a combattere l'illegalità, l'ingiustizia, contro le mafie, avranno un punto di riferimento anche nella città del golfo, nella sede Auser di Cassarello in Largo Falcone e Borsellino (via Cassarello angolo via Etruria). La cerimonia è prevista alle ore 10,30 e avrà poi un seguito, nell'aula magna dell'istituto tecnico commerciale "Fibonacci", alle 11,15, quando don Ciotti e la Battaglia incontreranno gli studenti delle scuole superiori. Il Comune di Follonica sensibile a questo genere di problematiche sarà presente anche con il vice sindaco Andrea Benini esponente tra l'altro anche di "Avviso Pubblico". Referenti locali di "Libera Follonica - Giorgio Ambrosoli" saranno Nevio Baragatti, ex consigliere comunale, Elisa Batistini e Michele Cocolla proprietario del Tiburon. Don Ciotti, da anni sotto scorta armata, ha fondato nel 1995 "Libera - Associazioni, Nomi e Numeri Contro le Mafie": un coordinamento, oggi, di "oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politico - culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità". Letizia Battaglia, nata a Palermo nel 1938, "giornalista siciliana impegnata nella documentazione antimafia, nella denuncia sociale e nella battaglia per la libertà e la giustizia, ha vinto i massimi riconoscimenti internazionali per la fotografia. Ha pubblicato il saggio "Falcone e Borsellino, mistero di Stato" di Palazzolo-Bellavia. Fa parte del Comitato Scientifico di OLD Onlus (Osservatorio della Legalità e sui Diritti). Giorgio Ambrosoli (1933 - 1979), al quale è intestato il presidio follonichese, è l'avvocato milanese assassinato dal sicario statunitense William j. Aricò. Per quest'omicidio su commissione, nel 1986 a Milano, il banchiere Michele Sindona e Roberto Venetucci (trafficante d'armi) furono condannati all'ergastolo. Giorgio Ambrosoli, a cui sono intestati tanti luoghi e presidi, è stato insignito, nel 1999, della medaglia d'oro al valor civile perchè: "Commissario liquidatore di un istituto di credito, benché fosse oggetto di pressioni e minacce, assolveva all'incarico affidatogli con inflessibile rigore e costante impegno. Si espose, perciò, a sempre più gravi intimidazioni, tanto da essere barbaramente assassinato prima di poter concludere il suo mandato. Splendido esempio di altissimo senso del dovere e assoluta integrità morale, spinti sino all'estremo sacrificio. M.M.
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