Sicurezza
Il nibbio reale sull'Albegna
Fiora Bonelli
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NIBBIO REALE Un esemplare in volo nella valle dellAlbegna Ritorno di alcuni esemplari dopo anni Ogni giorno un'ora di diretta web dal nido
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ROCCALBEGNA. Il nibbio reale torna a nidificare nella valle dell'Albegna. Grande la soddisfazione delle istituzioni del Monte Amiata grossetano che hanno reso possibile la concretizzazione di un delicato progetto partito nel 2007 e destinato a concludersi nel 2014. Il nibbio reale, stupendo rapace, che non nidificava in Toscana dagli anni '70, si è reinsediato nell'Alta Valle dell'Albegna grazie a un programma di reintroduzione realizzato dalla Comunità Montana Amiata grossetano con il coofinanziamento della Comunità Europea e il supporto di Regione e Provincia. «Un esempio di come si possa agire in concreto per la salvaguardia e l'incremento della biodiversità», commenta il presidente della Comunità montana, Franco Ulivieri. Il progetto Life "Save The Flyers", aggiunge, «è il terzo programma realizzato dalla Comunità montana, sostenuto dallo strumento finanziario per l'ambiente Life+, che ha come obiettivo la tutela di habitat naturali dei siti di interesse comunitario e regionale "Monte Labro e Alta Valle dell'Albegna" e "Monte Penna" con un disegno strategico più ampio: la conservazione delle specie autoctone come il nibbio reale. E con ricadute positive in fatto di turismo ambientale». Punto privilegiato di osservazione dei nibbi reali è il suggestivo borgo medioevale di Rocchette di Fazio, un pugno di case all'apice di uno sperone roccioso che si affaccia sull'Albegna e sulle pareti di Rocconi. «È qui vicino che, a partire dal 2007 - prosegue Ulivieri - giovani nibbi reali prelevati da nidi della Corsica e del Cantone di Friburgo (Svizzera) vengono liberati. Ed è in queste campagne che stanno nidificando. Con un po' di fortuna li si vede volteggiare sui campi in cerca di piccole prede: roditori e rettili, ma anche insetti e lombrichi. Si distinguono facilmente dagli altri rapaci per le grandi dimensioni, il piumaggio variopinto (ruggine, bianco, grigio e nero), la coda forcuta e il volo acrobatico, come quello di un aquilone, che attrae ornitologi e appassionati di birdwatching», conclude Ulivieri. Il programma di reintroduzione è frutto della collaborazione tra naturalisti e ornitologi di Italia, Francia e Svizzera, coordinato dai naturalisti di Biodiversità sas. È anche frutto del massimo rispetto con il quale la popolazione ha accolto il ritorno di questo rapace e dell'appoggio delle associazioni venatorie Arcicaccia e Federcaccia. Il programma di reintroduzione, che ha il suo fulcro nel Cerm (Centro rapaci minacciati) di Rocchette di Fazio, di proprietà della Comunità montana, prosegue ora con il rilascio di ulteriori esemplari e il monitoraggio di quelli liberati negli anni scorsi, attività portate avanti da uno staff che comprende tra gli altri giovani biologi locali. Altri partner sono la Comunità Montana dell'Esino Frasassi ed Enel Distribuzione, che sta pianificando interventi per la messa in sicurezza delle linee elettriche (oltre 50 km) che risultano pericolose per l'avifauna. Informazioni: www.lifesavetheflyers.it, con webcam puntata su una mangiatoia che, ogni pomeriggio dalle 18 alle 19 circa, offre la possibilità di osservare i nibbi reali.
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