Sicurezza
Antonino Imborgia. Il ds a ruota libera su partita, avversari, espulsioni, salvezza, mercato e rinnovi dei contratti
«C'era solo una squadra in campo: il Grosseto»
Paolo Franzò
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DS Imborgia Turati? Un problema muscolare, con Serena vige esclusivamente la cultura del lavoro
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GROSSETO. «Nella partita di domenica, ho visto una punizione di Bonazzoli e poi una sola squadra in campo: il Grosseto». «Un buon assistente dell'arbitro e e un buon quarto uomo che secondo me, ha esagerato la lettura del secondo fallo di Mora, dopo che già mi era parso esagerato il primo giallo al giocatore. Giusta l'espulsione di Rincon che però, a mio parere è concepibile e frutto della frustrazione di una squadra che inseguiva un pareggio che sarebbe stato meritato». Il giorno dopo la beffa con la Reggina, il diesse Antonino Imborgia racconta il momento biancorosso, con lucidità, attenzione e senza alcuna polemica. «Prendete la classifica - spiega - Gli 11 punti tra Reggina e Grosseto dipendono dal fatto che i campionati iniziano a settembre e non certo a gennaio. Ma attenzione, la loro è una posizione meritata, frutto di un grande lavoro fatto per tutto il campionato, in cui hanno fanno fruttare anche la bravura di alcuni giovani fatti in casa. Ma nella gara contro di noi, e lo ha riconosciuto lo stesso Atzori, non hanno meritato certo di vincere». Un Imborgia che ieri è passato a salutare squadra e allenatore, prima di partire alla volta di Milano, dove sarà impegnato in questi giorni. Ma se proviamo a parlare di futuro, il diesse ricorda che «è assolutamente prematuro parlare di giocatori in scadenza e via discorrendo. Sono stato chiamato per raggiungere la salvezza. Quando questo sarà avvenuto, parleremo col presidente di quel che sarà. Ho un contratto ancora per un anno, ma se dovesse ritenersi insoddisfatto del mio operato, non ci sarà alcun problema. Toccherà solo a Piero Camilli valutare e giudicare il lavoro del sottoscritto. Se poi, invece, entrambi saremo contenti di come finirà e decideremo di proseguire insieme, allora potremo iniziare a parlare di altre questioni. Ma badate bene, in questo non c'è alcun tipo di polemica da parte del sottoscritto che per adesso, si sente ancora legato col massimo impegno al Grosseto». Mettiamola così allora, se alla fine andrete avanti insieme, le piacerebbe ripartire da Serena in panchina, anche per il prossimo campionato? «Assolutamente sì. Ci siamo trovati benissimo con lui, non vedo perché dovremmo cercare altrove. Ma nel caso, dovremmo vedere se tutte le parti sarebbero d'accordo. E badate bene, sino ad oggi, nessuno ha parlato di questo, dal presidente, al tecnico, sino al sottoscritto. Del resto, ci tengo che sia chiaro che col presidente ho sempre avuto un rapporto leale, pulito e corretto». Poi, il direttore sportivo ricorda che Turati è finito in tribuna perché vittima di un problema muscolare, spazzando il campo da ogni tipo di polemica. «Con Serena, vige solo la cultura del lavoro e solo su questa base i giocatori scendono poi in campo». Il resto insomma sono chiacchiere che fanno solo male all'ambiente. Non manca neanche una battuta su Conte, promesso sposo alla Juve: «Ritengo che sia pronto. Il suo Siena è la squadra che quest'anno ha fatto vedere il calcio più bello in serie B».
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