Il Tirreno

Grosseto

Grifone condannato da una pozzanghera

Pierluigi Sposato
<b>PISCINA</b> Gaetano Caridi prova a liberarsi di un avversario con un dribbling stretto sul campo inzuppato da un improvviso acquazzone
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PISCINA Gaetano Caridi prova a liberarsi di un avversario con un dribbling stretto sul campo inzuppato da un improvviso acquazzone

I biancorossi non recuperano un missile di Bonazzoli e finiscono in nove

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 GROSSETO. Offensivo, anzi ultraoffensivo come voleva Serena, il Grosseto lo è stato. Ma al gol non ci è arrivato. La Reggina invece, dopo nemmeno 6', ha trovato la rete che complica - e non poco - ai biancorossi la strada della salvezza. Mettiamoci le due espulsioni e la giornata infelice anche di questo arbitro. E il finale di stagione si rivela duro come era difficile (ma non impossibile) immaginarsi.  Traiettorie pulite o prevedibili non ce ne sono. E calciare il pallone inzuppato richiede un raddoppio di precisione e di forza. Tutta colpa dell'acquazzone prima del fischio d'inizio. Specie sotto la tribuna (parzialmente abbandonata dagli spettatori perché la pioggia si infila di lato) giocare è improponibile. I contrasti sono difficilmente gestibili. Il Grifone paga subito pegno. Al 6' Crimi sbaglia l'intervento e causa un fallo proprio sulla lunetta. Della punizione si incarica Bonazzoli: il missile passa sotto le mani di Narciso dopo aver preso velocità sull'erba bagnata e si infila all'angolino basso. Calabresi in vantaggio col minimo sforzo. Per pareggiare, più che un'azione manovrata, servirebbe un'invenzione. Consonni ci prova al 14' con un destro dal limite (alto), Sforzini di testa al 14' raccogliendo un cross di Petras (idem). Dal 20', il Grosseto mette ai paletti la Reggina, con tre corner consecutivi, l'ultimo dei quali (25') causato dalla deviazione di una rasoiata di Defendi. Ma il gol non arriva. Nemmeno quando (31') Soncin ci prova in girata con il pallone che si impantana prima di uscire. Il campo si asciuga e sembrano beneficiarne solo gli amaranto. Che poco prima del riposo si ritrovano in vantaggio anche numerico: Mora viene espulso dopo il secondo giallo (il primo al 36', lieve trattenuta su Colombo), un fallo su Campagnacci sottolineato anche dalle segnalazioni di Atzori. Sulla punizione, Bonazzoli si vede parare l'inzuccata.  Rivoluzione biancorossa al rientro, con bordate di fischi che accompagnano Nasca a ogni decisione, anche quelle generosamente e smaccatamente a favore del Grosseto: difesa a tre, Defendi da sinistra a destra, Caridi da trequartista ad esterno sinistro. Al 5' salvataggio poco prima della linea di Puggioni che recupera un pallone saponetta. Si gioca in una sola metà campo, quella ospite, ma il bunker resiste alla punizione di Consonni (14') e alla blanda conclusione di Soncin (17'). Nell'unica azione profonda, la Reggina va a un centimetro dal raddoppio: al 26' Rizzato in scivolata prende il palo a destra di Narciso. La paura passa subito. Alla mezz'ora, Immobile ci prova due volte in un minuto: e sulla seconda Puggioni è bravissimo a intercettare con la punta del piede. Poi il portiere vola (35') a respingere su Caridi. La palla non vuole entrare. Anche se in dieci, il Grifone dimostra più freschezza. Addirittura anche in 9, quando il rosso tocca a Rincon. Ma il pallone non entra. La Reggina esce accompagnata dal coro "Ladri!". Meglio dire che sono stati opportunisti.

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