Gioco
Sforzini, domani il giorno del giudizio
Maurizio Caldarelli
Camilli: «Sul gesto doveva decidere l'arbitro non il commissario»
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GROSSETO. Verrà discusso domani mattina a Roma, nella sede della corte di giustizia della Figc, il ricorso presentato dall'Unione sportiva Grosseto contro la squalifica per due giornate di Nando Sforzini. L'attaccante è stato sanzionato per aver esultato alla sua maniera, con il gesto del tagliagola, che quest'anno aveva già fatto in occasione di sei dei sette gol segnati prima del "Braglia". Compreso quello di Varese, in cui il bomber romano andato a festeggiare alla sua maniera sotto la tribuna, non suscitando reazioni dei tifosi lombardi. Quello del tagliagola è insomma un marchio di fabbrica di Sforzini, nulla di più. Il direttore generale Scalone ha allegato al ricorso una serie di fotografie dell'esultanza nelle precedenti gare e porterà nella Capitale lo stesso Sforzini, che potrà così difendersi di persona dalle accuse mosse nel referto presentato dal commissario di campo. «Quello che è successo - dice il presidente Piero Camilli - è fuori da ogni logica. Dentro il rettangolo di gioco decide l'arbitro, che ha visto perfettamente quello che è successo e non ha ritenuto necessario sanzionare il giocatore con un'ammonizione o peggio ancora con un cartellino rosso». Il gesto del bomber del Grifone, insomma, è stato male interpretato e la squalifica non doveva partire, secondo la società dal commissario, in quanto Palazzino ha visto perfettamente tutto. Camilli svela anche un retroscena sul dopopartita di Modena. «Fuori dagli spogliatoi - racconta il Comandante - il vice questore si è presentato con il capo degli ultrà gialloblù, un certo Mario Esposito, a cui Sforzini avrebbe dovuto chiedere scusa per una cosa che non ha commesso». La società unionista spera di tornare domani da Roma con l'azzeramento di una squalifica ingiustificata o quantomeno con lo sconto di una giornata, in modo da mettere a disposizione di mister Serena un giocatore che ha permesso al Grifone di fare un salto di qualità nel girone di ritorno e di mettere insieme i punti necessari per ottenere la salvezza. «Il salvarci è un mezzo miracolo - dice Camilli - che ci consentirà di disputare la B per il quinto anno consecutivo. Quando sono arrivato a Grosseto eravamo lo zimbello della Toscana. Adesso siamo rispettati e la città è conosciuta in tutto il mondo».
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