Il Tirreno

Grosseto

Mario Spezi e la moneta del potere

<b>SCRITTORE E GIORNALISTA </b>Mario Spezi
◗
SCRITTORE E GIORNALISTA Mario Spezi

Il giornalista che ha narrato i segreti del mostro di Firenze oggi al Fontanile presenta il suo ultimo romanzo giallo

2 MINUTI DI LETTURA





 GROSSETO. Ritorna l'appuntamento con l'autore al Caffè letterario "Il Fontanile" di via Orcagna, a Grosseto, che questo pomeriggio alle 18.30 ospita Mario Spezi con il suo "La moneta del potere ha sempre tre facce" (Barbera Editore). Spezi, giornalista fiorentino, ha seguito da vicino le vicende del mostro di Firenze.  E proprio sull'ancora oscura vicenda del "mostro" ha scritto un libro, che a novembre diventerà un film con George Clooney.  «Da un mese - racconta lo stesso Spezi - lo sceneggiatore Chris McQuarrie, premio Oscar per "I soliti sospetti", e il suo collaboratore Nathan Alexander stanno scrivendo lo "script" che prevedono di terminare entro giugno. Poi ci sarà da fare il casting, scegliendo in primo luogo il regista. George Clooney interpreterà il mio amico e coautore Douglas Preston; per me sono previsti due attori: uno per quando ero giovane e l' altro per quando, come dicono loro con cortesia, sono meno giovane».  Il libro che il giornalista e scrittore presenta oggi al fontanile è un bel giallo, ambientato in una Firenze oscura, notturna, misteriosa.  «La Firenze che descrivo - dice ancora Mario Spezi - è l'Italia di oggi. Se ho scelto la città in cui vivo è perché la conosco meglio. In Italia il potere non ha mai confini limitati ed è quindi difficilmente identificabile. Lo trovi, dove non dovrebbe essere: in un giornale, nella magistratura, dentro la polizia».  Tutto nasce dall'omicidio di una consigliera comunale per poi svilupparsi all'interno dei salotti buoni della città e portare a quello che tutti in città chiamano semplicemente "Il Ragno".  Sarà compito del commissario Lupo Belacqua, ispettore testardo, smascherare il progetto criminale che sta dietro all'omicidio.  C'è molto dell'autore in questo libro, a partire dal protagonista, l'ispettore Belacqua che «non è un eroe, probabilmente è solo testardo e agisce non tenendo conto delle conseguenze che certe sue azioni possono avere, non fa calcoli. E ne paga le conseguenze. Forse più che sospinto dall' etica, è un ingenuo convinto che sia sufficiente fare il proprio dovere perché le cose vadano bene. E poi, come me, è politicamente scorretto e decisamente incline al politeismo, meglio, al paganesimo. Ma lui è più libero di me: manifesta tutto quello che gli passa per la testa».  Per finire con alcune riferimenti quasi autobiografici: «A un certo punto del romanzo, Belacqua viene arrestato. Per fermarlo qualcuno gli tende una trappola e lo fa cadere dentro la stessa indagine cui sta lavorando. Io - conclude Spezi ricordando un pezzo drammatico dela sua vita "vera" - ho avuto la stessa esperienza: qualcuno mi fece cadere dentro il libro che stavo scrivendo sul Mostro, "Dolci colline di sangue", e finii accusato di omicidio».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa