Il Tirreno

Grosseto

Libri. Da Castel del Piano un affascinante romanzo medioevale

L'esordio "gotico" di Roberto Badini

<b>OPERA PRIMA </b>La copertina del libro di Badini
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OPERA PRIMA La copertina del libro di Badini

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 CASTEL DEL PIANO. "Se il ciel vorrà che un dì, ancor noi ci si incontri" (edizioni Albatros), è l'opera prima di Roberto Badini, di Castel del piano, di mestiere assicuratore e prestato per una volta al romanzo. E che romanzo. Una sorta di Nome della rosa che si svolge anche in terra di Amiata. Quasi 400 pagine, 34 capitoli, per raccontare una storia crudele.  La storia del grande amore fra un menestrello e una strega, tra intrighi politici e pregiudizi religiosi vissuti sotto la cupa mano dell'Inquisizione nella Toscana del 1300. Una vicenda che si svolge in parte anche sul Monte Amiata, Castel del Piano, Montelaterone, Santa Fiora, Abbadia S. Salvatore e gli altri paesi del versante senese. Un romanzo "gotico-nero", che nasce su uno studio particolareggiato e rigoroso della storia e della cultura dell'epoca medievale, che viene ricostruito mediante l'uso di un linguaggio "arcaico" in alcune parti del romanzo, con canzoni e componimenti in versi, con passi latini, ma soprattutto riproposto al pubblico nell'insieme della magia di un mondo che Badini dipinge nelle sue credenze, nelle filosofie, nella teologia, nel gusto della musica, nel senso del mistero, nella sensualità e nella superstizione. Un lavoro complesso e faticoso, che ha già cominciato ad avere numerosi estimatori. Tanto che le copie vendute del libro, solo in zona amiatina, sono più di 200. Ma per seguire la trama, avvicente e suadente del romanzo, è necessario leggerlo. F.B.

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