Attenzione
Serena. La rabbia del mister, espulso dallarbitro proprio nel recupero
«Meritavamo noi il successo»
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BERGAMO. «Per quello che si è visto sul campo meritavamo decisamente la vittoria. Ma è un pareggio da accettare nel bene e nel male, dobbiamo salvarci e questa era solo una tappa». Parole senza musica, quelle di Michele Serena, rabbuiato dal miracolo in extremis di Regonesi che ha impedito al suo Grosseto di sbancare il Comunale di Bergamo dopo tre sconfitte consecutive. E l'analisi del confronto è un unicum di amarezze assortite: «Non siamo stati bravi a gestire la palla durante il ritorno d'impeto dei padroni di casa nel finale» ammette l'allenatore del Grifone. «Ma c'è da dire che in tutto il secondo tempo non ho visto una sola azione nitida verso la nostra porta. Ai punti avremmo vinto sicuramente noi». Sull'episodio chiave del piazzato concesso al sesto minuto di recupero, le impressioni del tecnico veneto prendono la forma di vere e proprie recriminazioni. «Ho protestato soprattutto perché l'arbitro mi ha trattato come un animale, invitandomi a stare calmo con un gesto della mano che non mi è piaciuto - sibila acido. Il fallo? Ero lontano, mi han detto che Asante avrebbe fermato Foglio con le cattive maniere. Non so giudicarlo, ma certamente è la prima volta in vita mia che una punizione viene fatta tirare a tempo ampiamente scaduto: il regolamento prevede questa eventualità solo per i calci di rigore».
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