Il Tirreno

Grosseto

È terminato il tempo della fortuna

Paolo Franzò
<b>ORDINE PUBBLICO.</b> I tifosi del Siena sotto controllo
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ORDINE PUBBLICO. I tifosi del Siena sotto controllo

Venerdì a Bergamo il Grifone deve evitare un pericolosissimo sorpasso

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 GROSSETO. Ci sono dei giorni, ma anche nella vita quotidiana, non solo certo nello sport, così tanto attesi che poi spesso, quando finalmente essi arrivano, si consumano con la stessa velocità di un cerino, tanto da scottarti alla fine anche le dita. E così è stato anche per il derby con il Siena.  Quel sabato 16 aprile che i tifosi biancorossi avevano cerchiato in rosso, sin dal giorno della pubblicazione del calendario del campionato.  Un'attesa così spasmodica, preceduta anche da tanta goliardia, funerale compreso. Il tutto però, come in molti temevano, per ritorcersi alla fine come un boomerang su sogni e speranze del popolo biancorosso che ha dovuto mandar giù, non solo il rospo della vittoria dell'antico rivale, ma pure le beffe della curva ospite.  Il giorno dopo è ancora amaro il calice della sconfitta. L'uomo col fischietto, tornato nel frattempo nella sua Empoli, forse da un mago che lo possa mettere al riparo dai mille accidenti che dalla Maremma ancora gli arrivano. Ma accollare solo all'ennesimo "Romeo" di turno le cause della sconfitta sarebbe come voler mettere ostinatamente la testa sotto la sabbia.  Un alibi pericoloso che non deve condizionare nessuno: prima di tutto, squadra e allenatore che ieri mattina già si sono rimessi al lavoro. L'effetto Serena, insomma, si è ormai esaurito.  Consumato su quel beffardo pareggio del Cittadella che come lo stesso tecnico biancorosso ha giustamente ricordato, è il rimpianto vero, più grande che si possa avere da quando lui siede sulla panchina del Grifone. Il tempo della fortuna, dei gol all'ultimo minuto, della rimonta alle zone alte è ormai purtroppo solamente un bel ricordo. Cullarsi su quel sogno che aveva condotto la squadra, a un passo dal paradiso, non serve adesso davvero più a nessuno. Da quando, insomma, tutti ripetono che mancano 5-6 punti alla salvezza, il Grosseto ha spento l'interruttore e - giusto o ingiusto che sia - non ha portato a casa un bel niente.  Vero che le gare vanno analizzate oltre al risultato. Vero che per certi versi, almeno da Torino o da Varese, poteva arrivare qualcosa di più. Così come è vero che se tal Pinzani avesse visto il fallo del Vitiello senese (Roberto) su Immobile, forse oggi racconteremmo un'altra storia.  Purtroppo però, il calendario mette tutti di fronte a una realtà, tutt'altro che facile. La trasferta di Bergamo, con l'Albinoleffe di quella vecchia volpe di Mondonico, è quanto di meno tranquillizzante ci possa essere dentro l'uovo di Pasqua.  I lombardi hanno adesso proprio il Grifone nel mirino e, in caso di vittoria, sarà sorpasso ai maremmani. Il rischio, dopo 3 sconfitte consecutive di questo tipo, è proprio quello di una perdita di autostima da parte del gruppo. Bergamo è, a questo punto, il vero crocevia del futuro biancorosso.  Vincere o perdere quella partita muterà completamente, in un senso o nell'altro, lo scenario delle gare successive, cui nessuno adesso deve solo pensare. No alle tabelle.  Rinnovi di contratto in ghiaccio per quelli in scadenza. Un vecchio adagio recita: calma e gesso. E così deve essere. Il giorno dei giorni è ormai storia e in attesa di viverne uno nuovo, la partita con l'Albinoleffe, deve valere per il Grosseto almeno quanto il "clasico" in Spagna, per Barca e Real.

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