Sicurezza
Il Grifone adesso parla veneziano
Paolo Franzò
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ABBRACCIO. Michele Serena con Gianluca Freddi Alla terza partita si è vista decisamente la mano del nuovo tecnico
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GROSSETO. Se le prime 2 vittorie erano state della squadra, come detto da Serena nel dopo gara, quello di Vicenza è senza dubbio un successo nel quale l'impronta del tecnico veneziano si è vista, eccome. A partire dal cambio del modulo e al ritorno di Caridi, autentico uomo in più di questa squadra, sulla corsia di competenza. Non che l'ex mantovano sia andato male nelle due gare precedenti, agendo in pratica da trequartista, ma la fascia sinistra è senza dubbio casa sua; un territorio di cui conosce ogni segreto. Dopo l'apprendistato necessario (e che apprendistato!), per imparare a conoscere il materiale umano a disposizione, dopo aver avuto il Grosseto di Apolloni prima e quello di Moriero poi, ecco il Grifone di Serena. La sensazione è che durerà a lungo. Certo, la squadra adesso non è più quella dei suoi predecessori. Soltanto avere un attaccante come Sforzini cambia completamente il quadro della situazione. A Vicenza, Nando ha giocato una gara sontuosa. Se avesse anche segnato, avrebbe solo aggiunto la ciliegina su una torta già di per sé deliziosa. Una gara tutto sacrificio, a lungo spalle alla porta, a sprizzare cento palloni per i compagni, a fare a sportellate con tutta la difesa veneta. Un lavoro spesso oscuro, ma che consente alla squadra di salire, di rimanere corta e, quindi, di soffrire meno, di lasciare meno campo alle ripartenze altrui. Adesso serve che il suo partner d'attacco lo integri meglio di un Soncin che è invece incappato in una giornataccia. Per carità può succedere, ma a questo punto, diventa determinante l'attenzione della seconda punta, per non gettare alle ortiche tutto il lavoro dell'ariete biancorosso. Questo 4-4-2 è decisamente piaciuto. Ma è piaciuta la personalità di una squadra che è scesa in campo al Menti, con la convinzione dei propri mezzi. Un primo tempo "di studio", nel corso del quale, tuttavia, il Vicenza non è davvero pervenuto dalle parti di Narciso. Chiusi tutti gli spazi, gli uomini di Maran sono ben presto naufragati nella ragnatela tessuta da Serena e abilmente interpretata dai suoi. E in difesa, ha giganteggiato il brasiliano Rincon. Una vera e propria sorpresa in positivo. Giocatore solido che non disdegna di salire, buona personalità e lucidità, anche nel convulso finale, laddove nessuno ha perso la testa, come spesso è accaduto in passato. In mezzo al campo, musica e parole del duo Allegretti e Vitiello. Una coppia che crediamo possa durare a lungo, per come i due si completano a vicenda, supportati adesso da cursori di grande qualità. Per non dire di una panchina di primo livello. Non solo sono cambiati molti uomini nel gruppo biancorosso, ma la sensazione è quella che sia cambiata proprio la testa della squadra. Su tutti, scegliamo Mora che in questo momento sta giocando a livelli altissimi. Ovvio che dopo tre vittorie di fila, c'è da aver paura di prendere il mal di testa, soprattutto guardando in alto e pensando a quante gare ancora mancano alla fine. Un errore che non vogliamo commettere. Prima di tutto viene la salvezza, possibilmente anticipata. La permanenza in una categoria che è un lusso e della quale si deve andar fieri. Una gara alla volta, senza tanti voli di fantasia che a cadere di botto e farsi del male, davvero spesso non ci vuol proprio nulla. E oggi alle 19 chiude il mercato: il presidente Camilli è da ieri con il ds Imborgia a Milano per chiudere le cessioni di Romeo Papini e Massimo Melucci. E per cercare di concludere l'eventuale ingaggio di Petras dal Cesena.
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