Il Tirreno

Grosseto

Tutti pazzi per la Maremma dei fratelli Gori

<b>IL VESCOVO </b>in visita ieri alla mostra accompagnato da don Franco Cencioni e da Giovanni Gori
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IL VESCOVO in visita ieri alla mostra accompagnato da don Franco Cencioni e da Giovanni Gori

La mostra fotografica al Museo archeologico fa il pieno di visitatori

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 GROSSETO. Grande successo per "Dai campi alle officine". La mostra fotografica targata Archivio Gori segna un record di presenze: in poco più di un mese. circa 2500 tra cittadini, scolaresche e ospiti illustri hanno varcato la soglia del Museo archeologico che ospita l'esposizione.  Ieri mattina è stato Franco Agostinelli, vescovo di Grosseto, accompagnato da Don Franco Cencioni a omaggiare quest'evento con la sua presenza. Il vescovo è rimasto piacevolmente sorpreso nello scoprire la storia recente e le tradizioni della Maremma. E non è certo il solo: «Sono ritornato indietro nel tempo! Così bello, così entusiasmante e folle di ricordi hanno colmato il mio animo!»; «Un tuffo nel pensiero profondo di come eravamo e una riflessione su come siamo oggi»... Questi alcuni dei commenti lasciati sul libro delle firme dai visitatori. Parole nelle quali si materializzano le emozioni della gente comune che, guardando queste immagini d'epoca, ha spesso riconosciuto scene della propria vita.  Elemento caratterizzante della mostra "Dai campi alle officine" è stato sicuramente il fatto che oltre la metà del numeroso pubblico è composto da giovani, studenti della provincia. In questo senso di fondamentale importanza è la cura e la professionalità con cui gli operatori della struttura museale hanno organizzato l'attività didattica, di cui hanno beneficiato anche i percorsi fotografici.  Ogni mattina gruppi di scolaresche, accompagnate dai loro insegnanti, fanno visita al Museo archeologico della Maremma e con l'occasione possono conoscere la storia più recente della Maremma raccontata attraverso l'obbiettivo fotografico dei fratelli Gori.  Il progetto espositivo, curato dall'architetto Cecilia Luzzetti, racconta la trasformazione della Maremma a partire dal secondo dopoguerra in quattro sezioni, tutte dedicate al lavoro. La mietitura nell'aia e i covoni; gli aratri ancora trainati dai buoi accanto alle nuove macchine del Consorzio Agrario; le miniere ancora in esercizio, ma destinate a chiudere pochi anni dopo, e le cave, come quella della Bartolina, tutt'oggi attiva; la vendemmia e la vinificazione all'azienda dell'Alberese così come i butteri della fattoria degli Acquisti, della Spergolaia, di Talamone e della Sacra di Capalbio; le manifatture tessili Paoletti, la fabbrica di pomodori della Elios, come le officine del Centro Quadrupedi e di palazzo Cosimini. Il raddoppio della ferrovia alle porte di Grosseto così come la costruzione della chiesa del Sacro Cuore: è la città che avanza raccontata da Luciano Bianciardi, è la storia mineraria e politica della Maremma narrata da Cassola. Nonostante il periodo di crisi che investe gli enti locali, il Comune di Grosseto è riuscito durante le feste natalizie, momento di grande affluenza, a estendere l'orario di apertura del Museo ricevendo un immediato riscontro dai maremmani e non solo che hanno affollato il museo cittadino.  Mostra visitabile fino al 15 febbraio 2011, dal martedì al sabato dalle 9 alle 17, domenica e festivi dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.

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