Il Tirreno

Grosseto

Questo Grifone non si ferma più

dall'inviato Pierluigi Sposato
<b>ESULTANZA</b> Gianluca Freddi festeggia dopo il triplice fischio dell&#146;arbitro Ruini
◗
ESULTANZA Gianluca Freddi festeggia dopo il triplice fischio dell’arbitro Ruini

Terza vittoria consecutiva, sbancata anche Vicenza

3 MINUTI DI LETTURA





 VICENZA. Qui il Grosseto non aveva mai vinto. Anzi, dire "Menti" significava riportare alla memoria una ferita profonda. Ieri, affondando il Vicenza, il Grifone ha dato un calcio al passato.  Allo stesso tempo, ha agganciato proprio il Vicenza portandosi in una situazione di classifica molto più tranquilla. Magari autorizzando qualcuno a sognare in grande.  Anche se conferma sostanzialmente il telaio, Serena qualche cambiamento lo apporta: dentro Rincon (al debutto) per Federici, verosimilmente per sfruttare qualche centimetro in più, coppia offensiva inedita Sforzini-Soncin, Caridi di nuovo sull'ala, Mora retrocesso in difesa. Grifone meno offensivo e comunque non brillante di fronte al muro di centrocampo veneto, superiore numericamente e più muscolare. I palloni recapitati oltre la trequarti sono rarissimi. La prima nota sul taccuino la mette Gavazzi, al 9', con un tiro da fuori area che termina lontano dai pali. Il cronometro deve arrivare fino al 22' prima che il Grosseto si faccia vivo: cross di Caridi, testa di Sforzini, parata di Russo. Brivido al 25' per i colori biancorossi: tiro di Misuraca che Narciso non trattiene, poi la difesa sbroglia. Al 27' Mora lancia un contropiede che Soncin non riesce ad amministrare al meglio: Defendi viene anticipato. Grifone in area avversaria di nuovo al 36': ma la girata di Sforzini non costituisce un problema per il portiere. Un'incornata di Abbruscato su corner, al 38', viene involontariamente (e provvidenzialmente) deviata in angolo da Rincon ma l'arbitro non se ne avvede (pareggerà i conti nella ripresa su Sforzini). Squadre al riposo dopo un primo tempo avaro di azioni ed emozioni.  Avari anche i minuti iniziali della ripresa. Fino al gol del Grosseto, al 10'. Un cross di Mora che Defendi tocca con precisione infilando tra palo e portiere e sorprendendo la difesa vicentina quanto tutto lo stadio. Maran cerca il cambio di passo (e il tridente) con Baclet, Serena risponde con Immobile, anche lui al debutto. Poi ecco Alemao: e la risposta è Papa Waigo. Al 28' grosso rischio: Bastrini la mette sulla testa di Baclet tutto solo, ma l'inzuccata termina a lato del palo. Lanerossi in pressione costante alla ricerca di un errore difensivo o quantomeno di uno spiraglio: quello trovato al 34' da Gavazzi, su appoggio fuori misura di Rincon, è però parato da Narciso. Il Grosseto invece non riesce a dispiegare il contropiede, pur avendo a disposizione dal 35' le gambe di Alfageme e la freschezza dei compagni di reparto. In casa Vicenza dominano approssimazione e sfortuna: Alemao calcia alto, Gavazzi perde un rimpallo spazzato via dalla difesa maremmana. Tutto ribaltato in avanti, il battaglione veneto finisce per scoprire il fianco. Cercano di approfittarne Papa Waigo, che serve Immobile il cui tiro viene deviato prima di entrare in rete. E poi Rincon, a rimorchio, sbaglia un pallone facile facile che attendeva solo di essere calciato in rete: colpa della stanchezza, certamente. Legittimazione, comunque, di una vittoria - la terza in trasferta, la terza consecutiva per Serena - che restituisce serenità all'ambiente.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa