Il dolore
Il segreto del duomo in mostra
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IL LOCALE scoperto sotto il duomo di Grosseto Da domani in Camera di Commercio le fotografie del locale scoperto un anno fa sotto la cattedrale
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GROSSETO. Un angolo segreto riemerge dal cuore di Grosseto: una scoperta eccezionale che ora, dopo mesi di studi e approfondimenti, viene "svelata" al pubblico. La diocesi di Grosseto e il Capitolo della cattedrale presentano infatti domani alla Camera di Commercio (ore 16,30) una mostra documentaria dal titolo "La cattedrale di Grosseto: rinvenimento di un antico vano ipogeo". Il locale rinvenuto è un vano voltato che si estende dalle corti di proprietà della cattedrale fin sotto l'altare di San Lorenzo. E rappresenta un tassello importante per capire le fasi di costruzione del duomo e arricchire la conoscenza della storia urbanistica della città. All'interno del vano ipogeo sono presenti porte tamponate che potrebbero mettere in comunicazione con altri locali interrati dei quali si trova memoria nella documentazione d'archivio e bibliografica. Il primo passo per capire cosa potesse nascondersi sotto al duomo era la bonifica del locale, oggi finalmente risanato grazie alla sponsorizzazione di un imprenditore grossetano, Stefano Busisi, della Busisi Ecologia. Il fango presente all'interno del locale è stato vagliato dagli operatori della Società speleologica naturalistica maremmana, Cavanna, Castelli e Lombardi. Il coordinamento delle operazioni di scavo è stato eseguito da Giuliana Agricoli (Soprintendenza archeologica della Toscana). La direzione tecnico scientifica degli interventi e l'organizzazione della mostra sono state affidate all'architetto Barbara Fiorini. La mostra documentaria e fotografica sarà ospitata dalla Camera di Commercio di Grosseto da domani al 6 febbraio, sponsorizzata dalla ditta F&F di Fadini e dalla Cooperativa Atlante. Oggi la cittadinanza può ammirare un'interessante struttura fino ad ora sconosciuta, la cui storia è ancora in fase di studio: è stato intrapreso un primo passo per completare le conoscenze sull'evoluzione della città, partendo dal cuore della stessa ossia il luogo sul quale sorgeva l'antica pieve di Santa Maria Assunta. Per questi motivi si punta a recuperare e valorizzare la struttura ipogea, così come a proseguire le indagini sulle aree adiacenti. La bonifica integrale del vano ipogeo rappresenta, inoltre, una fase e necessaria per eliminare il degrado causato dalla forte umidità che investe le strutture delle sacrestie del duomo e le preziose opere d'arte in esse conservate. Per gli ulteriori sviluppi della ricerca e valorizzazione saranno necessari quindi nuovi investimenti. E per questo la diocesi e l'èquipe di professionisti che sta conducendo questa sfida - nel ringraziare chi fin qui ha sostenuto l'operazione - auspicano che nel futuro si possano trovare ancora sostenitori che vogliano contribuire a portare a termine l'impresa.
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