Il Tirreno

Grosseto

«Il cavallo è solo virtuale Tutti ne parlano ma nessuno fa niente»

<b>CONSIGLIERE NAZIONALE </b>Federico Forcelloni
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CONSIGLIERE NAZIONALE Federico Forcelloni

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 GROSSETO. Parlare di cavalli, in Maremma, può essere cosa di tutti i giorni: al bar, a lavoro, in campagna, la passione per questo splendido animale trapela a più riprese. Ma per affrontare adeguatamente i problemi chee affliggono il settore negli ultimi anni chi meglio può farlo di Federico Forcelloni? Maremmano, è al terzo mandato di consigliere nazionale Fise che in parole povere significa essere da due lustri una di quelle dieci persone che a livello Italiano parlano, decidono ed organizzano in merito a tutte le discipline equestri. Cosa questa di cui la "Maremma a cavallo" tutta potrebbe godere, ma in realtà continua la sua "parabola ippica" discendente come segnalato pochi giorni fa dalle pagine di questo giornale.  Sintomatico l'esordio di Forcelloni in avvio d'intervista: «Sono anni che faccio parte del consiglio federale Fise e mi occupo proprio dell'organizzazione di eventi, ed ancor più sono anni che colleghi di altre federazioni europee mi invidiano perché originario della Maremma, quella che alcuni all'estero chiamano "la piccola Camargue": eppure l'unico posto dove non sono riuscito e tuttora non riesco ad organizzare eventi è la mia città, Grosseto». E poi continua con amarezza: «Purtroppo nella nostra zona il cavallo è solamente "virtuale": tutti i politici e gli amministratori ne parlano o lo citano, tutti i siti web degli enti pubblici locali ne riportano foto e notizie, ma nessuno fa niente per aiutare il settore». Perché nessun evento ippico di spessore viene disputato in Maremma, nonostante un grande passato? «Dovremmo parlarne con i nostri amministratori. Questo è il mio terzo mandato in consiglio nazionale Fise, e credete ho fatto di tutto per portare un grande evento in Maremma, ma non è stato mai possibile. A Grosseto abbiamo un arena naturale che si chiama campo degli Arceri, che negli anni '70-'80 era un punto di riferimento per le manifestazioni equestri: e non si riesce più ad utilizzarla nonostante quelle esperienze passate testimoniano che ancora una volta la città di Grosseto aveva visto avanti. Dico questo perché oggi tutte le grandi città italiane, Firenze, Milano, Roma, Napoli, Siena, Modena fanno manifestazioni equestri in città con grande ritorno di pubblico».  Altra domanda inevitabile: perché non si è svolta l'edizione 2010 dell'Horse Festival: «Non voglio entrare nel merito, ma vi posso garantire che la Fise era molto interessata a Grosseto Horse festival fin dalla sua prima edizione. Eravamo motivati perché all'inizio tutti collaboravano alla riuscita della stessa; poi tutto è cambiato: per politica? Non so, comunque l'edizione ridotta 2010 che ha visto alcuni raduni e spettacoli durante la Fiera dell'usato è stata fatta grazie al presidente di Grosseto Fiere, Riccardo Breda, che ha capito la potenzialità del nostro indotto ed al presidente della Camera di commercio Gianni Lamioni, con l'aiuto del comune di Grosseto nella persona dell'assessore Paolucci». E conclude il suo sfogo dicendo: «Per il festival del 2011 la federazione si è impegnata con delle manifestazioni ad alto profilo tecnico e spettacolare: porteremo il meglio della nostra equitazione e spero che le nostre amministrazioni diano una mano per far riuscire al meglio l'evento. Il mio augurio è che chi di dovere riesca a capire cosa perde».

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