Sicurezza
Serena, geniale intuizione vincente
Paolo Franzò
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PERCUSSIONE. Marino Defendi Papa Waigo e Alfageme si sono rivelati i cambi più azzeccati della stagione
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GROSSETO. Chissà che non sia iscritto pure lui al gruppo della "Maga Serena", presente su un noto social network, di quelli che vanno per la maggiore. Li si parla di illusionismo e di certo il neo allenatore biancorosso che di nome fa proprio Serena, in pochissime ore ha operato a sua volta un qualcosa di simile, ma in campo calcistico. Con la bacchetta magica, chissà, forse nascosta sotto l'enorme giaccone che teneva indosso in panchina, ha tirato fuori dal cilindro un qualcosa che ancora non avevamo visto. La vittoria di Ascoli, per quanto non debba far illudere nessuno, arriva nel momento forse più difficile di questa stagione e, al tempo stesso, nel momento più opportuno. Un Serena che perde Iorio il giorno prima del suo debutto in panchina, già privo di Consonni e con Sforzini in Romania a cercare di risolvere i suoi problemi burocratici. Senza Guidone già ceduto al Pisa, insomma senza una vera e propria prima punta, si presenta con una sorta di 4-4-1-1 mai visto in questa stagione. Mora e Giallombardo in coppia in fascia sinistra. Moriero aveva escluso che potesse accadere, se non in qualche occasione a partita in corso, aveva detto l'ormai ex tecnico biancorosso. Allegretti in panchina (chissà a questo punto se l'ex centrocampista del Bari resterà o meno al Grosseto?), Papini e Vitiello a fare legna in mezzo al campo. A questo, aggiunge l'esordio (ottimo) di Defendi sulla destra e il fido Caridi (Serena lo aveva a Mantova), a fare gioco alle spalle del solo Soncin che tutto è fuorché una prima punta. Il risultato, malgrado la pochezza dell'Ascoli, è sorprendente e non solo nel risultato. E' chiaro - e lo stesso Serena lo ha ammesso - che si tratta di una vittoria della squadra che, in un certo senso, si è auto-schierata sul terreno di gioco. Ma le intuizioni, da qualunque parte siano venute, sono state a dir poco geniali. Soncin, in particolare, nelle vesti di uomo assist è stato perfetto e la coppia mancina che Moriero non vedeva insieme è risultata promossa a pieni voti dopo l'esame dello stadio Del Duca. Il tutto, in un turno in cui il Grifone - al suo secondo blitz esterno dopo quello di Trieste - guadagna in un colpo solo 2 punti sul Portogruaro, 3 sul Frosinone, 3 sullo stesso Ascoli, 2 sulla Triestina, 3 sul Piacenza, 2 sull'Albinoleffe e altrettanti sul Cittadella. Sì, perché è questa la classifica che si deve guardare, per non perdere di vista la realtà che, già sabato prossimo, porta allo Zecchini il Sassuolo (un punto sotto il Grosseto), per un altro spareggio salvezza che non si può sbagliare. Per quella gara, è probabile che Serena possa trovare anche Sforzini e l'inserimento dell'ariete romano nell'impianto tattico di Ascoli, paradossalmente, potrebbe creare le prime difficoltà. Insomma, dopo un inizio "intuitivo" geniale, adesso si passa alla fase "ragionata". Lo stesso Papa Waigo ben presto sarà pronto per i novanta minuti e non certo solamente per una porzione di gara e, in questo senso, il genio, l'intuito, la fortuna, chiamatela come volete, di Serena, ha partorito ad Ascoli i 2 cambi più azzeccati del campionato; Alfageme e Papa Waigo hanno "spaccato" la partita con la loro freschezza. Cos'altro attendersi a questo punto dal mercato, se non le ultime rifiniture? Sperando che Iorio e Consonni possano presto tornare a dare una mano. Intanto, mister Serena: buona la prima.
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