Sicurezza
Si torna a parlare di Distretto rurale
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OSPITI DECCEZIONE Federico Vecchioni e Anna Rita Bramerini In sala Pegaso si presenta un libro-ricerca sull'agricoltura in Maremma. Molti ospiti illustri, da Vecchioni alla Bramerini
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GROSSETO. "Le nuove frontiere dello sviluppo rurale. L'agricoltura grossetana tra filiere e territorio". È questo il titolo del libro, curato da Alessandro Pacciani e Daniela Toccaceli dell'Università di Firenze (edizioni Franco Angeli, 2010), presentato in un incontro pubblico oggi alle 15.30 nella Sala Pegaso di Palazzo Aldobrandeschi. Oltre agli autori interverranno Gabriello Mancini presidente della Fondazione Mps di Siena; Valerio Pizzuti, vicepresidente del Polo universitario grossetano; Carlo Cambi, giornalista economico; Anna Rita Bramerini, assessore regionale all'Ambiente e all'Energia; Leonardo Marras, presidente della Provincia di Grosseto; Enzo Rossi, assessore provinciale allo Sviluppo rurale; Giovanni Lamioni, presidente della Camera di Commercio di Grosseto. Coordina l'incontro Federico Vecchioni, vicepresidente dell'Accademia dei Georgofili. L'attività di ricerca presentata in questo volume si colloca in un momento in cui la politica agricola comune e le politiche strutturali europee sono sottoposte a un'approfondita riflessione in vista della loro riforma dopo il 2013. In questa fase di crisi economica, il dibattito si è fatto più serrato e si concentra attorno all'esigenza di meglio integrare e coordinare le politiche, ricercando soluzioni di governance locale idonee. Alla luce delle prospettive di riforma delle politiche comunitarie, la provincia di Grosseto rappresenta una di quelle aree in cui è in atto da tempo un percorso di sviluppo rurale alla ricerca di un modello innovativo di governance individuato nel Distretto rurale. Dal lavoro di ricerca sulle trasformazioni del sistema produttivo, economico e sociale della Maremma grossetana, emerge la capacità di questo territorio di reagire prontamente alla costante evoluzione delle politiche e di offrire indicazioni e ipotesi utili per il futuro dei territori rurali italiani ed europei.
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